antonio logli

Sul corpo di Roberta Ragusa da anni si cela il mistero più profondo. Dov’è finita la donna scomparsa la notte tra il 12 ed il 13 gennaio 2012 e mai più tornata a casa?

Suo marito, Antonio Logli, per il suo omicidio è stato condannato in via definitiva all’ergastolo. Oggi, una nuova pista potrebbe farsi strada e potrebbe dare nuovi indizi su dove sia stata portata Roberta Ragusa.

Non ci sono ancora piste ufficiali da parte degli inquirenti , ma diverse fonti riportano che il cadavere di Roberta potrebbe essere stato nascosto in un casolare abbandonato, poco lontano da casa sua.

Un casolare abbandonato per nascondere un corpo

Durante l’ultima puntata di Quarto Grado, si è parlato di una cosa accaduta il 30 maggio 2012, alle 9.03. Antonio Logli stava tornando a casa in macchina quando, anziché proseguire per la sua strada, si è addentrato in una viuzza deserta. Nel pomeriggio Logli ha poi chiamato Sara Calzolaio, la sua compagna e al tempo amante, raccontandole che la mattina si era ritrovato a doversi fermare per strada per un bisogno fisiologico.

Una circostanza peculiare, che ha indotto gli inquirenti (che stavano intercettando) a pensare che Logli abbia nascosto il corpo in un casolare abbandonato non tanto lontano da casa. Questo avrebbe anche permesso ad Antonio logli di disfarsi del cadavere in un tempo ridotto.

L’ipotesi “casolare abbandonato” è stata ripresa anche da Pomeriggio Cinque, che parte da un post pubblicato sul gruppo Giornalismo investigativo by Fabrizio Peronaci che ipotizza che Roberta si trovi in uno dei casolari abbandonati che si trovano vicino a casa Logli. L’ipotesi è che addirittura il corpo possa essere stato portato lì in un primo momento e poi addirittura Logli sia tornato, tempo dopo, per murarlo in un muro dell’edificio.

Cambio di avvocato per Antonio Logli

Una mossa imprevista quella di Antonio Logli, invece, che ha deciso di sostituire il suo legale ed affidarsi all’avvocato Enrico Di Martino. Il legale ha dichiarato a Quarto Grado: “Stiamo valutando due strade: il ricorso alla Corte di giustizia europea per i diritti dell’uomo, e il procedimento di revisione del processo. L’uno non esclude l’altro. Ogni azione verrà dopo un attento studio delle motivazioni della Cassazione.

Dopo non escludo alcuna ipotesi”.