corridoio ospedaliero

Suonare chitarra acustica e tamburello a mano, alternando pezzi di repertorio a momenti di improvvisazione, nello stesso istante in cui un’equipe di chirurghi rimuove un tumore dal tuo cervello. Non è certo un’impresa da tutti ed è necessaria una buona dose di sangue freddo, ma il musicista torinese Alan Brunetta ha dimostrato di averlo. Il giovane è stato operato nell’ospedale Le Molinette di Torino con la tecnica “asleep-awake”, spiega Ansa, che consente di effettuare operazioni di neurochirurgia a paziente sveglio. Un altro caso simile a Cesena il mese scorso.

Il paziente operato di tumore al cervello

Il 35enne Alan Brunetta è il percussionista del collettivo musicale torinese LaStanzaDiGreta.

Fondato nel 2009, il gruppo ha ottenuto ottimi risultati, vincendo due anni fa la Targa Tenco per la migliore opera prima. La scoperta, da parte del musicista professionista, di avere un tumore esteso a livello del lobo temporale e insulare destro mette in pericolo la sua vita e la sua carriera. Fortunatamente il tumore è asportabile, ma l’operazione potrebbe danneggiare le aree del cervello deputate alla creatività o alla motricità.

L’operazione: la tecnica “asleep-awake”

L’equipe del reparto di Neurochirurgia universitaria delle Molinette di Torino, diretta dal professor Diego Garbossa, propone allora la rimozione della massa tumorale a paziente sveglio.

Tale tecnica, detta “asleep-awake”, consente di minimizzare il rischio di deficit permanenti attraverso il monitoraggio delle funzioni cerebrali del paziente durante l’intervento.
Dopo la prima fase dell’intervento in narcosi, il paziente viene risvegliato per procedere con la mappatura cerebrale e l’asportazione del tumore. Guidato da una neuropsicologa, il musicista esegue brani di repertorio con la chitarra e il tamburello a mano, per poi abbandonarsi a momenti di improvvisazione.

L’intervento è un successo: Alan Brunetta ora è già fuori dall’ospedale e il suo talento creativo è salvo, rivela La Stampa.

I vantaggi dell’intervento a paziente sveglio

Le tecniche di neurochirurgia a paziente sveglio si sono affermate in Italia nel corso dell’ultimo decennio. Il primo intervento, tenutosi a Bologna nel 2011, fu mirato a preservare le aree cerebrali deputate al linguaggio durante la rimozione di un tumore al cervello. Nel corso dell’operazione venne chiesto al paziente di ripetere frasi e parole, così da “guidare” la mano dei medici nell’eliminazione del tumore senza toccare quelle aree del cervello da cui dipende la dote della parola.

Le tecniche “asleep-awake” hanno finora contribuito a preservare la capacità di movimento dei pazienti e, nel caso di Cesena e Torino, il loro talento artistico.