volante dei carabinieri

Di ieri mattina la drammatica notizia circa il ritrovamento di un cadavere appartenente ad una donna all’interno di un agriturismo di Milano i cui evidenti segni di violenza sul corpo han fin da subito fatto presagire che dietro alla causa del decesso potesse esserci stato un omicidio. Di questa mattina l’aggiornamento, riportato da Ansa, che conferma il fermo di uomo per la morte della donna, un’anziana 90enne.

Lo scatto d’ira, la rapina e la discoteca dopo l’omicidio

AGGIORNAMENTO DELLE 17:38 – Il 22enne bulgaro, dipendente della donna trovata morta nella cascina, nella confessione dell’omicidio della 90enne ha così spiegato di essere stato colpito da “uno scatto d’ira” quando, dopo aver chiesto alla donna una piccola somma di denaro, questa si sarebbe rifiutata di darglielo.

Un diniego che ha scatenato la sua cieca furia e che lo ha portato a scagliarsi contro la donna colpendola sulla testa con un barattolo di marmellata trovato sulla mensola. Dopo l’omicidio, racimolati circa 150 euro sottratti alla donna, il 22enne sarebbe uscito di casa recandosi in una discoteca dove avrebbe speso i soldi rubati in alcool.

Fermato un dipendente: la confessione nella notte

Il fermo dei Carabinieri sarebbe stato emesso nei confronti di uomo, uno dei dipendenti della donna fermato questa mattina dalla Squadra Mobile di Milano diretta dal comandante Marco Calì. Secondo quanto emerso, il dipendente di 22 anni e originario della Bulgaria avrebbe confessato l’omicidio nella notte. A seguito, la perquisizione nella casa del 22enne avrebbe portato alla luce la presenza di diversi gioielli della vittima nonché vestiti – avuti indosso presumibilmente al momento del delitto – già in lavatrice e l’impronta di una scarpa compatibile con quella trovata sul luogo, vicino al cadavere della donna.

Quanto al movente, il 22enne avrebbe confessato di aver agito in cerca di denaro.

Milano, c’è un fermo per la morte della 90enne

Della vittima, già nella giornata di ieri, era stata svelata l’identità: il cadavere ritrovato nella cascina – ove erano in corso i lavori di ristrutturazione per la creazione di un agriturismo – nella periferia sud di Milano, appartiene alla 90enne Carla Quattri Bossi. Il ritrovamento del corpo risale a ieri mattina, 5 gennaio, ma i medici legali dopo i primi accertamenti non hanno avuto remore a chiarire come la morte potesse risalire almeno alla notte prima.

Trovata con polsi legati e una ferita sul cranio

Come da aggiornamenti odierni, è stato eseguito dai Carabinieri un fermo nei confronti di una persona cui al momento non si conosce l’identità. Quando ai rilievi effettuati dagli inquirenti e dagli investigatori, la donna sarebbe stata trovata priva di vita dalla segretaria in condizioni drammatiche: polsi legati, viso coperto da un telo a nascondere una profonda ferita sul cranio. Indizi che messi insieme hanno fatto presagire che dietro al decesso della donna potesse agitarsi l’ipotesi di omicidio. Ad avvalorare questa pista anche il ritrovamento di diversi oggetti sul luogo del delitto, conferma Ansa, quali barattoli intrisi di sangue.

All’interno della cascina nella periferia milanese, dove è stato ritrovato il corpo della donna, vivevano il figlio – che secondo quanto riportato da Ansa, non si sarebbe trovato in loco la sera del presunto omicidio – e 3 dipendenti che sarebbero già stati ascoltati dagli agenti.