veste sacerdotale

Confermata in Cassazione la condanna a 8 anni di carcere per Don Pascal, il parroco di 47 anni originario di Nuraminis, comune italiano in provincia del Sud Sardegna. La notizia, diffusa da L’Unione Sarda, vede il religioso condannato al carcere e al risarcimento delle vittime per violenza sessuale su minorenni.

Don Pascal, la Cassazione conferma il carcere

Un caso particolarmente delicato quello che ha riguardato Don Pascal Manca, il prelato di 47 anni accusato di violenza sessuale su minorenni. Il verdetto è arrivato direttamente dai giudici della Corte Suprema, riporta L’Unione Sarda, terza sezione penale.

Secondo i giudici che hanno ascoltato i testimoni, alcuni dei ragazzini della casa parrocchiale di Mandas, quanto da loro raccontato corrisponderebbe al vero e avrebbe messo in luce il modus operandi del religioso.

Sonniferi nell’acqua prima degli abusi

Secondo quanto riportato da L’Unione Sarda, i giudici della Corte Suprema avrebbero ritenuto attendibili le testimonianze dei ragazzi vittime di abusi i cui racconti, comparati in un secondo momento, avrebbero delineato un quadro chiaro della dinamica. Dai messaggi a sfondo pornografico all’accusa di aver fatto bere ai ragazzi pesanti sedativi, mischiati antecedentemente con acqua, che avrebbe somministrato loro del tutto inconsapevoli.

Una strategia che avrebbe poi permesso al parrocco, durante “riunioni segrete”, di approfittare poi di loro.

Ipotesi che sarebbe stata poi confermata anche da suore e diaconi della casa parrocchiale di Mandas che avrebbero spiegato come Don Pascal Manca consumasse esagerate dosi di sonnifero, un quantitativo enorme e sospetto che avrebbe poi avvalorato le accuse rivolte contro di lui. Con queste accuse la Corte Suprema ha deciso di condannare Don Pascal Manca a 8 anni di carcere per violenza sessuale su minori a cui si aggiungono i risarcimenti: la Cassazione ha infatti condannato il prelato al pagamento, secondo quanto riportato sempre da L’Unione Sarda, di oltre 200mila euro di provvisionale alle vittime come anticipo rispetto ai risarcimenti già presentati in sede civile.