Parlamento italiano

Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento ha fatto sapere, tramite Twitter, che ci sono stati passi avanti sull’accordo per la nuova legge elettorale. L’idea su cui si sta lavorando è un proporzionale con soglia di sbarramento al 5%: l’ipotesi ha messo d’accordo molti gruppi, ma non mancano forti pareri contrari.

“Raggiunta la quadra” per la legge elettorale

La Corte Costituzionale deve ancora esprimersi sul referendum abrogativo per il Rosatellum, l’attuale legge elettorale in vigore. Questa, prevede un sistema maggioritario per il 37% dei seggi e proporzionale per il restante 63%.

Un sistema che non ha mai convinto completamente, tanto che, appunto, è stato presentata richiesta di referendum per annullare tale legge.
Intanto, le formazioni politiche parlamentari stanno discutendo per la nuova legge elettorale, il sistema che farà da base per le prossime votazioni politiche. Lo ha confermato il Ministro Federico D’Incà con un tweet, in cui parla di quadra raggiunta e di base di partenza ben definita.

Prime reazioni positive al proporzionale con soglia al 5%

La base di partenza è un proporzionale con soglia di sbarramento al 5%. Questo sembra il punto fermo in grado, quantomeno, di far sedere quasi tutti gli interlocutori al tavolo di lavoro.

La proposta, riferisce Adnkronos verrà depositata oggi dal Presidente degli Affari Costituzionali Giuseppe Brescia.
Generalmente positive le reazioni: Articolo Uno (il partito di Bersani, D’Alema e Roberto Speranza) riferisce ad Adnkronos che non ci saranno barricate. Concordi invece i capogruppi di Pd, M5S ed Italia Viva che riferiscono: “Consideriamo l’iniziativa annunciata dal presidente Brescia un fatto positivo“. Questo, fanno sapere è un sistema volto a “ridurre la frammentazione e a favorire la formazione di maggioranze di governo“.

Italia Viva contraria al diritto di tribuna

In seno alla maggioranza, c’è però una prima nota di dissenso da segnalare: pur incline a lavorare su questo proporzionale con soglia di sbarramento al 5%, Italia Viva si oppone ad un possibile diritto di tribuna. Con questo si intende la regola che garantisce comunque dei seggi a formazioni minori. Il partito di Renzi, riferisce Adnkronos, vede questa clausola come un modo per bypassare la soglia del 5% e frammentare nuovamente la composizione parlamentare.

Contraria la Lega ed esponenti Leu

Se Liberi e Uguali viene riportato come vicino alle posizioni di Articolo Uno, coì non si può dire per la senatrice Loredana De Petis (Leu).

Adnkronos riporta le sue parole contrarie, che promettono battaglia: “E’ un grave errore non aver ricercato con maggiore pazienza l’intesa nella maggioranza, scegliendo invece una forzatura sulla base“.
Parimenti contraria è la Lega, che da sempre spinge per un maggioritario pure “come in Gran Bretagna: chi vince governa stabilmente, senza giochini di palazzo e ribaltoni“.

Immagine: Camera dei Deputati (Flickr)