volante dei carabinieri

È difficile scoprire la verità quando questa è celata da un pesante velo di omertà e annebbiata dagli anni che passano. Lo sanno bene Natale Romano e Bianca Colaianni, genitori dello scomparso Mauro Romano. Il piccolo, all’epoca di appena 6 anni, sparì inspiegabilmente in un caldo pomeriggio salentino del 1977.

Da allora sono passati oltre 40 anni, eppure la coppia non smette di battersi per scoprire cosa sia accaduto al loro figlio. Bianca Colaianni è stata anche di recente ospite della trasmissione Storie Italiane, chiedendo giustizia per il figlio. Le indagini sulla scomparsa sono state ora riaperte, e la Procura di Lecce sta seguendo la pista pedopornografica, già ipotizzata in passato.

Mauro Romano, svolta nelle indagini

Le ricerche svolte nei dintorni di Racale, paese teatro della sparizione, hanno portato a una macabra scoperta. Sul fondo di un pozzo nelle campagne di Taviano sono state ritrovate delle ossa. “Per sapere se siano di natura animale o umane, e magari quelle di un bambino, occorrerà del tempo – riferisce Antonio La Scala, avvocato difensore della famiglia Romano, al Corriere della SeraDi sicuro, esiste una più che solida speranza che possano essere quelle di Mauro”.

La sparizione di Mauro Romano nel 1977

Potrebbe così giungere all’epilogo la triste vicenda di Mauro Romano, scomparso nel borgo di Racale mentre giocava con il fratello Antonio, di 4 anni  più grande. I due erano ospiti dei nonni materni, mentre i genitori si erano dovuti recare nel napoletano per i funerali del papà di Natale. Era un molle pomeriggio estivo, un pomeriggio come tanti, in questo angolo del Salento. Eppure Mauro non fece più rientro a casa.

Tra i compaesani, tutti assicurarono di non aver visto nulla di sospetto.

Il tentativo di estorsione

I fatti sospetti si successero però nei giorni successivi. La famiglia Romano ricevette delle telefonate anonime di tipo estorsivo. “Se volevamo rivederlo, dovevamo dargli 30 milioni delle vecchie lire”, ricorda Bianca, la mamma di Mauro. Le indagini portarono all’arresto di un uomo che tuttavia, dopo aver vagamente sostenuto che il bambino si trovava “con una donna bionda”, venne arrestato solo per tentata estorsione. Era davvero solo un pazzo che voleva approfittare della situazione, o nascondeva una verità ben più drammatica?

L’omertà e gli anni di silenzio

Gli anni passarono, ma il mistero intorno alla scomparsa di Mauro si infittì sempre di più. Le indagini vennero riaperte nel 2010 su insistenza dei coniugi Natale, per poi essere archiviate nel 2010 dal gip Annalisa De Benedictis. A motivare tale scelta, dichiarò che “gli investigatori hanno verificato un generale clima di latente omertà nell’ambito della comunità religiosa” di cui proprio facevano parte i coniugi Natale, entrambi testimoni di Geova.

La svolta nelle indagini

A riaccendere i riflettori sulla vicenda, un collegamento evidente tra quel lontano 1977 e una recente denuncia.

“Siamo venuti a conoscenza che la persona del reato estorsivo nei confronti dei Romano era stata condannata per ben 14 casi di pedofilia – dichiara il legale La Scala sempre a Il Corriere della Sera – Recentemente gliene sono stati attribuiti addirittura 18”.

L’uomo è ora accusato di aver dato piccole somme di denaro a ragazzi del posto in cambio di prestazioni sessuali. A far scattare le indagini, la denuncia sporta dalla madre di un ragazzino che avrebbe subito molestie sessuali. Le indagini proseguono e la Procura ha sequestrato al sospettato computer e apparecchi multimediali. Si teme che Mauro possa essere stato solo una delle tante piccole, al momento presunte, vittime.