Amanda Lear e Salvador Dalì

Del lungo legame che ha unito Amanda Lear e Salvator Dalì si sono riempite le pagine di gossip e, ancora oggi, la curiosità sul loro rapporto non è ancora terminata.

La musa di Dalì

Amanda Lear e Salvador Dalì si conobbero nel 1965 a Parigi, in un locale notturno, Le Castel. Nonostante, in quel periodo la Lear fosse fidanzata con Tara Browne, questo non impedì che tra lei e l’artista scaturisse da subito una profonda sintonia. Il pittore surrealista fu colpito dalla bellezza androgina e fuori dai canoni della donna e la volle assolutamente come modella.

Da quel momento la Lear divenne la musa ispiratrice di Dalì. Amanda posò per alcune opere come Venus to the Furs e Vogué, e partecipò a molti dei suoi progetti cinematografici. Inoltre, era frequentemente al suo fianco nelle conferenze stampa e durante gli incontri con i media. Amanda definì il loro rapporto come un matrimonio spirituale, un legame, sì sentimentale ma al di fuori dei canoni comuni. Ventotto anni dopo la morte dell’artista, ai fini di stabilire una presunta paternità, sempre secondo la sua musa, il catalano non avrebbe mai potuto concepire un figlio.

Non aveva vita sessuale. Le sue passioni erano solo cerebrali. Mi diceva che in vita sua mai aveva penetrato una donna“.

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Holding hands xith Dali

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Lui, lei e l’altra

Salvador Dalì, mente si frequentava con Amanda, era pur sempre sposato. Infatti, incontrò la sua prima moglie Gala, al secolo Elena Ivanovna Diakonova, nel 1929 e lei, per il pittore, lasciò il suo primo marito Paul Eluard. I due si unirono in matrimonio nel 1958 e la cerimonia fu celebrata nella Cattedrale di Girona. Nonostante la loro legame durò fino alla fine dei loro giorni, Amanda fu vicina a lui e sua moglie per circa quindici anni, passando ogni estate in loro compagnia.

La moglie Gala era la migliore amica di Amanda. Quest’ultima nel salotto domenicale della D’Urso, ha commentato così il rapporto tra la prima moglie e il pittore: “Era molto più vecchia di Dalì, quindi non le interessava più di uscire con lui, se lo portava dietro da 50 anni. E il nostro era un ménage a trois. Dalì era innamorato spiritualmente di sua moglie Gala, ma amava anche me.

Diceva che era pazzo del mio scheletro perché ero molto magra”.

Le origini dell’ambiguità di Amanda Lear

Negli anni le voci sulla frequentazione tra i due ha sempre fatto parlare molto e, ultimamente, non è mancato un botta e risposta con Jonathan Kashanian sui dubbi sollevati su questo argomento. Certo è che, il rapporto tra i due ha reso la Lear una leggenda sessuale. Difatti, l’artista spagnolo chiamandola mi àngel, usando quindi il maschile, creò qualche confusione nel pubblico e molta pubblicità alla donna.

Il soprannome, la voce profonda e la mascella pronunciata, indusse la gente a pensare che la Lear potesse essere in realtà un uomo e da quel momento nacque la leggenda della sessualità di Amanda. Lei ha scherzato, ironizzato, cavalcato l’onda per la sua carriera, fino a smentire completamente le voci e da quel momento. In un’intervista a Silvia Toffanin, la Lear, commentando i suoi amori, ha dichiarato che oggi ama essere single: “Ti vesti come vuoi, mangi quando vuoi, non devi rendere conto a nessuno; io sto benissimo da sola“.

Fonte immagine in alto: Instagram @amanda.lear