preti gay

In un’opera di prossima pubblicazione, Joseph Ratzinger ha di nuovo tirato in ballo una delle tematiche più discusse della religione cristiana: il celibato dei sacerdoti.

Durante l’ultimo sinodo si è verificata una sorta di apertura ed è stata considerata l’idea di annullare l’obbligo del celibato. “Non posso tacere”, ha scritto Ratzinger, opponendosi del tutto ad un’ideologia del genere: il precedente Papa è assolutamente dell’idea che i preti debbano continuare a rispettare il celibato.

Perché i preti non possono sposarsi?

Si tratta di una delle domande più frequenti che vengono poste ad esperti e studiosi di teologia: perché i preti non si possono sposare?

Ufficialmente, la Chiesa trova la ragione del celibato in una ricerca della dedizione assoluta alla missione religiosa. Se ne parla nello specifico nel codice di diritto canonico, all’interno del capitolo III (“Obblighi e Diritti dei chierici”) al canone 277: “I chierici sono tenuti all’obbligo di osservare la continenza perfetta e perpetua per il regno dei cieli, perciò sono vincolati al celibato, che è un dono particolare di Dio mediante il quale i ministri sacri possono aderire più facilmente a Cristo con cuore indiviso e sono messi in grado di dedicarsi più liberamente al servizio di Dio e degli uomini”.

Non solo: per osservare meglio il celibato, occorre stare lontani da ogni tentazione.

Così, al secondo comma dello stesso canone: “I chierici si comportino con la dovuta prudenza nei rapporti con persone la cui familiarità può mettere in pericolo l’obbligo della continenza oppure suscitare lo scandalo dei fedeli“. D’altronde, è anche vero che i preti non “nascono” celibi: la decisione fu presa a tavolino durante il Concilio lateranense II, prima, ed il Concilio di Trento, dopo.

La seconda “scuola di pensiero”

Esiste però una scuola di pensiero, mai confermata dalla Chiesa, secondo cui sarebbe di ben altra natura la decisione di non far sposare i preti e risiederebbe nella tutela della proprietà. Se i preti avessero degli eredi finirebbero infatti a loro, per la legge italiana, i beni immobili di precedente proprietà della Chiesa.

Le parole di Joseph Ratzinger

Nel sinodo in atto è accaduto che nell’instrumentis laboris venisse inserito questo articolo: “Affermando che il celibato è un dono per la Chiesa, si chiede che, per le zone più remote della regione, si studi la possibilità di ordinazione sacerdotale per gli anziani, preferibilmente indigeni, rispettati e accettati dalla loro comunità anche se hanno ancora una famiglia costituita e stabile, al fine di assicurare i sacramenti che accompagnano e sostengono la vita cristiana”.

Ciò ha suscitato la reazione di Ratzinger che nell’opera scritta insieme al Cardinale Robert Sarah dice: “Io credo che il celibato abbia un grande significato. È indispensabile perché il nostro cammino verso Dio possa restare il fondamento della nostra vita. Non posso tacere”.