Un'immagine dallo spazio del Marree Man

Nonostante i devastanti incendi che stanno colpendo l’Australia in queste ultime settimane e che non accennano a placarsi, proprio sempre dall’Australia la NASA ha deciso di regalarci un motivo per sorridere mostrando una nuova foto dell’incredibile Uomo di Marree (Marree Man).

La scoperta del Marree Man

L’uomo di Marree, a volte chiamato anche Stuart’s Giant, è stato scoperto casualmente da un pilota di charter durante un volo il 26 giugno 1998. È un geoglifo, ovvero un disegno sul terreno, che sembra raffigurare un uomo indigeno che caccia con un boomerang o un bastone.

Si trova su un altopiano a Finnis Springs, è alto circa 4 km e ha un perimetro di 28 km, che si estende su un’area di circa 2,5 km quadrati. È probabilmente il geoglifo più grande al mondo, secondo per estensione solo alla Linee di Sajama, in Bolivia.

Un’opera senza autore

Ad oggi non esistono notizie o informazioni su chi abbia deciso di realizzare quest’opera imponente. Dopo la scoperta ci furono numerose segnalazioni e fax anonimi, il più famoso dei quali indicava la posizione di alcuni oggetti sepolti a 5 metri a sud del naso della figura: una placca con una piccola bandiera americana, un’impronta degli anelli olimpici e una frase tratta da un libro di Hedley H.

Finlayson del 1946.

Per molto tempo si è anche pensato potesse essere una creazione dell’artista australiano Bardius Goldberg, morto nel 2002 e noto per essere interessato a creare un’opera visibile dallo spazio. Goldberg si è sempre rifiutato di confermare o negare qualsiasi coinvolgimento.

Le controversie legali

Al momento della scoperta l’area era interessata da una causa del tribunale federale, in quanto rivendicata sia dal popolo Arabunna che dai Dieri Mitha, in conflitto per diversi anni.

I Dieri Mitha chiesero che l’immagine venisse cancellata e che l’artista fosse perseguito, oltre a voler interrompere il passaggio di voli charter e veicoli che visitavano il sito, spingendo il governo dello Stato a chiudere l’area al pubblico poco dopo la scoperta. Nel maggio 2012 la Corte federale ha conferito il titolo nativo al popolo Arabunna.

Nel giugno 2018, il ricercatore Dick Smith, che stava indagando sulle origini di Marree Man da due anni senza risultati, offrì una ricompensa di 5000 dollari a chiunque fornisse informazioni che consentissero di identificarne i creatori.

Nonostante il governo abbia successivamente dichiarato che non avrebbe perseguito legalmente gli autori, nessuno si fece avanti. Le immagini della NASA del 2013 mostravano però un geoglifo in avanzata fase di dissolvimento. Nell’agosto 2016 sono quindi iniziati i lavori per ridefinire l’opera utilizzando una motolivellatrice assistita dal GPS, creando delle scanalature nel terreno in modo da trattenere l’acqua perché possa attecchire la vegetazione. Dopo anni di controversie il Marree Man è stato alla fine accettato dalla popolazione locale, consci che la sua forza attrattrice rimarrà immutata negli anni, così come il suo mistero.