colletto di un prete

Cari amici, le dimissioni le ho date liberamente in accordo con il mio vescovo. Questo perché desidero che sia fatta verità – scriveva il 9 gennaio scorso su Facebook Don Marino Ruggero Per questo vi chiedo di rispettare me e di evitare ulteriori commenti sui social“. Così commentava il suo allontanamento dalla parrocchia di San Lorenzo in Roncon di Albignasego don Marino Ruggero nel clamore generale. Un giallo però sulle motivazioni che sembrano trovare ora spiegazione da parte della Diocesi di Padova.

L’allontanamento di don Marino Ruggero

In riferimento alla vicenda che riguarda don Marino Ruggero, che ha dato le dimissioni da parroco di San Lorenzo in Roncon di Albignasego – si legge nel comunicato diffuso dalla Diocesi di PadovaSi comunica che in data odierna è iniziato, su mandato del vescovo di Padova, mons.

Claudio Cipolla, il processo canonico nei suoi confronti, presso il Tribunale ecclesiastico diocesano“. Sempre nel comunicato, si apprenderebbe delle precise accuse avvalorate da prove – riprendendo le parole della Diocesi – che riguarderebbero comportamenti non consoni allo stato clericale. Nella fattispecie inerenti agli impegni derivanti dall’obbligo del celibato per i preti“.

Le accuse sull’obbligo del celibato

Così il 13 gennaio riportava Il Gazzettino, a cui aveva rilasciato le proprie parole lo stesso don Marino Ruggero: “Non ho capito assolutamente nulla. Se non viene detto, come faccio a capirlo? – riferendosi alle motivazioni del suo allontanamentoAspetto che mi dicano di più. Sono mesi che chiedo i motivi“. Parole che sembrano però entrare in discordia con quanto si apprende dal comunicato della Diocesi di Padova, pubblicato qualche ora più tardi: “Don Marino Ruggero – contrariamente a quanto finora egli stesso ha dichiarato pubblicamente – era a piena conoscenza dell’ambito delle accuse a lui rivolte, che hanno portato il vescovo a disporre un’indagine previa e successivamente al fermo invito a dimettersi spontaneamente, proprio per dargli la possibilità di difendersi nelle sedi adeguate (tribunale ecclesiastico), dalle accuse che gli sono state rivolte“.

La dura reazione di don Marino Ruggero: “Sono considerato un prete scomodo

E sempre Il Gazzettino ha poi raccolto la reazione a caldo di don Marino Ruggero: “Se loro si comportano in modo così grave e scorretto nei miei confronti, allora io sono vendicativo“.

Una forte replica dal tono concitato: “Lo reputo un comportamento fortemente scorretto da parte della Curia – dichiara a Il Gazzettino don Marino Ruggero dopo la lettura del comunicato della Diocesi di Padova – Secondo me è opera del vicario generale, può essere che il vescovo non sapesse nemmeno di questo comunicato“. Sempre su Il Gazzettino, Don Marino Ruggero: “Questa è stata semplicemente una delle tante accuse che mi vengono fatte, dall’essere leghista in poi. Ci sono stati i provini al Grande Fratello, le mie posizioni sui Rom, le comunioni a separati e divorziati. Evidentemente sono considerato un prete scomodo e i preti scomodi vogliono eliminarli.

Prima il leghista, ora il sesso. Qualunque cosa era scomoda“.

Inizio a fare l’elenco, con tanto di prove, di preti pedofili, gay o che hanno la donna che ha abortito

E un affondo finale che non passa inosservato e che sembra poter preludere risvolti particolarmente forti. Sempre don Marino Ruggero a Il Gazzettino: “Se questo è il metodo che usano, allora io sono vendicativo e inizio a fare l’elenco, con tanto di prove, di preti pedofili, gay o che hanno la donna che ha abortito, che sono a capo di grandi parrocchie della Diocesi di Padova.

So bene chi sono e dove sono questi preti, ma i loro nomi non sono mai stati resi pubblici. Lo ripeto. Se loro si comportano con me in modo scorretto, allora io lo faccio in modo sicuro e con delle prove. Mi denuncino pure, non ho problemi