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Triste sorpresa a gennaio per alcuni pensionati. A causa di un errore dell’Inps, infatti, almeno 100.000 persone hanno ritrovato una cifra più bassa nell’assegno erogato dall’Istituto. Quando i funzionari se ne sono accorti, però, era troppo tardi per intervenire immediatamente.

In cosa ha sbagliato l’Inps?

Nonostante l’Inps abbia già assicurato di aver corretto l’errore, le domande sono molte. Com’è stato possibile? E soprattutto, cosa bisogna fare per ricevere la quota mancante? Per la seconda domanda, la risposta è niente. Il rimborso, infatti, avverrà in maniera automatica probabilmente già a partire dall’erogazione del prossimo mese, come dichiara lo stesso ente Inps: “Dal mese di febbraio sarà ripristinato il pagamento dell’importo corretto e verrà restituito quanto recuperato sulla mensilità di gennaio 2020”.

Per la prima domanda, invece, la risposta è più articolata. L’errore partirebbe dal bonus Poletti, una rivalutazione, in positivo, delle pensioni. Voluto dal governo Renzi, consiste in un aumento monetario della quota pensionistica. Tale vantaggio, però, è stato accidentalmente cancellato, causando l’ammanco nel 2020. Si tratterebbe di una diminuzione che varia dai 60 ai 300 euro, ma che non coinvolge tutti i pensionati.

Gli importi colpiti sono quelli tra i 1.500 e i 2000 euro (e che avevano usufruito del bonus).

Non tutti i calcoli sono sbagliati

Nonostante il numero di pensionati coinvolti sia veramente elevato, non tutti coloro che si sono ritrovati con una cifra ridotta hanno il diritto a rimborso. Infatti, con l’ultimo assegno ricevuto, c’è stato il conguaglio di fine anno che si concretizza in accrediti o addebiti a seconda della situazione fiscale del soggetto in questione.

Tuttavia, è bene tenere sempre sotto controllo l’erogazione degli importi. Lo spiega Celeste Collovati, avvocato in difesa dei diritti dei pensionati, a IlGiornale.it: “Quando avete dubbi sul vostro importo pensionistico, il consiglio è quello di far leggere il cedolino della pensione ad un consulente previdenziale”.

Gli errori, sostiene, sono sempre dietro l’angolo, e possono riguardare le quantità di denaro così come i diritti.