Una foto di Wu Huayan

Wu Huayan, una ragazza cinese di 24 anni originaria di Shabahe (nella povera contea di Songtao), nei pressi della città di Tongren, nella provincia di Guizhou, è morta nel pomeriggio del 13 gennaio all’Ospedale dell’Università di Medicina di Guizhou. Il suo caso è stato molto seguito negli ultimi mesi in Cina.

Le condizioni disperate di Wu Huayan

Wu Huayan era una studentessa al Guizhou Shenghua Vocational College. La sua vita è cambiata radicalmente quando, alla morte del padre e della nonna, è diventata l’unica responsabile per suo fratello, un ragazzo con gravi problemi di salute mentale.

La madre morì quando Wu aveva 4 anni.

Per cinque anni la ragazza ha vissuto di stenti, nutrendosi principalmente di peperoncini al limite del commestibile e un pugno di riso al giorno. Spendeva per sé quotidianamente circa 2 yuan (poco meno di 30 centesimi di euro) e usava il resto dei suoi pochi soldi per le cure del fratello.

Nonostante un piccolo aiuto economico da parte di due poveri zii, una borsa di studio e due lavori, Wu non è riuscita a guadagnare abbastanza per permettersi anche delle dosi minime di cibo.

Secondo i medici, la prima volta che è arrivata in ospedale era alta solo 135 cm ed era così malnutrita che le sue sopracciglia e il 50% dei suoi capelli erano caduti. Al momento del ricovero pesava meno di 30 kg.

Ricoverata per la prima volta nell’ottobre 2019 presso il Secondo Ospedale del Popolo di Guiyang, la studentessa al terzo anno di università soffriva di problemi cardiaci e renali a causa delle terribili condizioni nelle quali aveva vissuto.

Un aiuto arrivato troppo tardi

Wu si era rivolta ai media locali per chiedere aiuto per sé e per suo fratello, ma il suo appello è rimasto inizialmente inascoltato.

Solo quando le sue condizioni sono diventate critiche i riflettori si sono accesi sul problema della povertà e delle enormi disuguaglianze sociali ed economiche presenti in Cina.

Molte persone hanno donato tramite piattaforme di crowdfunding. I suoi insegnanti e compagni di classe hanno donato 40mila yuan mentre gli abitanti del villaggio ne hanno raccolti altri 30mila per aiutarla.

Il caso ha provocato un’esplosione di rabbia nei confronti delle autorità, le quali hanno rilasciato una dichiarazione, prima della morte della ragazza, affermando che Wu aveva ricevuto il sussidio statale minimo – probabilmente compreso tra 300 e 700 yuan al mese – e che stava per ricevere un fondo di emergenza di 20mila yuan.

Soprattutto sui social però le dichiarazioni del Partito vengono prese con le pinze, soprattutto da quando venne dichiarata l’intenzione di eliminare la povertà dal 2020. La sola provincia di Jiangsu ha dichiarato che, su una popolazione di oltre 80 milioni di abitanti, solo 17 persone vivono in povertà. Numeri che sono stati causa di non poche perplessità presso la comunità online.