una neonata

Si ritorna su un vecchio caso di cronaca che si era chiuso nel 2018 con una condanna a 14 anni di carcere per la 24enne che nel febbraio del 2017 aveva abbandonato la figlia appena nata sulla spiaggia di Monopoli. Di questi giorni una novità sul caso, riportata da La Gazzetta del Mezzogiorno, che spiega la recente decisione della Corte di Assise di Appello di Bari che ha rivisto la condanna alla 24enne, riducendola da 14 a 11 anni.

Abbandonò la figlia neonata tra gli scogli a Monopoli

Il caso aveva destato sgomento quando arrivò la notizia del ritrovamento del cadavere, da parte di alcuni turisti, di una piccola bimba nata da pochi giorni sulla spiaggia di Monopoli.

Secondo quanto emerse successivamente dalle indagini delle Forze dell’Ordine, la giovane 24enne che da poco aveva dato alla luce la bimba – ribattezzata Chiaraluna – si era recata tra gli scogli a Cala Monaci abbandonando la piccola alle intemperie. Un gesto che costò alla piccola la morte per colpa del freddo e dell’acqua del mare che per ore l’aveva bagnata.

La condanna a 14 anni di carcere

La 24enne, nel 2018, venne condannata a 14 anni di carcere con rito abbreviato e in aula venne esclusa l’aggravante dei futili motivi e al contempo riconosciuta l’attenuante parziale del vizio di mente.

Gli esami sulla ragazza portarono alla luce come la 24enne si trovasse con un tasso alcolemico oltre la norma al momento dell’abbandono della neonata nonché in un periodo di vita dissociativo. Dopo 4 mesi di reclusione, come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, la 24enne era stata portata in una comunità terapeutica scontando la pena ai domiciliari.

Riconosciuta la semi-infermità mentale

Di oggi la notizia che arriva dalla Corte di Assise di Appello di Bari che deciso di ridurre la pena alla 24enne da 14 anni a 11 per l’omicidio pluriaggravato della figlia di cui è imputata. Una decisione arrivata come conseguenza di una perizia psichiatrica – giunta durante un incidente probatorio su richiesta della difesa della 24enne – che ne ha stabilito la semi-infermità mentale, attenuante presa in causa dai giudici di primo e secondo grado.