mohamed barbri e samira el attar

Risolta la questione della sparizione di Mohamed Barbri, il 48enne marocchino indagato per l’omicidio della moglie Samira El Attar, si torna a indagare sul campo. I cani dei Carabinieri hanno infatti trovato possibili tracce biologiche nelle zone di campagna indicate dal marito stesso.

La scoperta fatta dai cani molacolari

Mohamed Barbri è in arresto: è stato rintracciato a Madrid, dopo una fuga lunga 2 settimane. La sua sparizione non ha deposto a favore dell’uomo, già indagato per omicidio e occultamento di cadavere di Samira El Attar, scomparsa da 3 mesi da Stanghella (Padova).


Nel corso delle indagini, quando l’occhio degli inquirenti iniziava già a posarsi su di lui, Mohamed aveva portato tutti in zone di campagne in cui erano stati scoperti oggetti appartenenti a Samira. Un fatto questo che era sembrato sospetto: come poteva Mohamed averli condotti proprio in quei luoghi, se estraneo ai fatti? Ora il Gazzettino riporta che i cani molecolari dei Carabinieri hanno trovato altre tracce biologiche che potrebbero appartenere a Samira El Attar, la mamma scomparsa.

Tracce su scarpe e uno stivale di gomma

Nello specifico, sulla strada di campagna che costeggia il Gorzone, i cani hanno puntato verso un paio di scarpe da ginnastica e uno stivale di gomma.

Quest’ultimo sembra essere ritenuto un possibile elemento chiave: è del tipo usato dagli agricoltori e Mohamed Barbri è bracciante agricolo.
Le prime analisi sugli oggetti verrano eseguite dal consulente Marzio Capra (già alle cronache per il caso di Yara Gambirasio). Lo stesso ha analizzato gli altri reperti trovati e ritenuti di Samira. Sullo stivaletto, il portachiavi, il braccialetto e la maglietta però le analisi non hanno rilevato tracce di sangue.
I cani molecolari, riporta l’avvocato Daniele Pizzi, avevano anche puntato al “fogliame, il rubinetto di una fontanella e lo stipite di un cancello.

Non è stato trovato sangue nemmeno qui“.

Le parole dell’avvocato di Mohamed

Proprio l’avvocato difensore di Mohamed Barbri si è espresso al Gazzettino non solo sui nuovi ritrovamenti, ma anche sulla situazione del suo assistito. Sulla scoperta dello stivale dice “Non si sa se appartengano a Barbri o a sua moglie. Potrebbero essere state su quell’argine da tanto tempo“. Necessario quindi attendere il risultato degli esami.
Sulla posizione dell’uomo, invece, lamenta che la Procura non gli avrebbe trasmesso le informazioni relative, come l’autorità giudiziaria competente e chi lo sta difendendo ora.

Annuncia quindi che verranno interpellati “sia il Ministero della Giustizia che la Procura generale di Venezia. Non è possibile che l’avvocato difensore non sia messo al corrente di queste cose“.