Primo piano di Simona Ventura

La notizia del processo per dichiarazione infedele dei redditi a carico di Simona Ventura era emersa nell’ottobre 2019, e nell’ambito del procedimento che la vede imputata sarebbe emerso un dettaglio relativamente a un presunto debito tributario non pagato. Elemento, riporta Agi, che sarebbe inserito, nero su bianco, in una relazione dell’Agenzia delle Entrate.

Simona Ventura: guai con il Fisco

Guai con il Fisco per Simona Ventura, a processo per dichiarazione infedele dei redditi. Secondo quanto riportato dall’Agi, una nota dell’Agenzia delle Entrate del 16 ottobre 2019 – che il pm avrebbe citato in aula – indicherebbe che la conduttrice avrebbe “smesso di pagare” il debito tributario.

Simona Ventura, imputata nell’ambito di un procedimento scaturito da un’inchiesta della Guardia di finanza e della Procura di Milano, sarebbe accusata di non aver pagato una somma di circa 500mila euro, soldi che avrebbe invece dovuto versare tra il 2012 e il 2015.

Avrebbe interrotto il pagamento del debito e per questo sarebbe decaduta dal beneficio della rateizzazione. Il dettaglio sarebbe emerso nel corso della recente udienza, e la prossima sarebbe stata fissata per il 18 marzo 2020.

La difesa della conduttrice: “Non è stata in grado di pagare”

La difesa della conduttrice porta avanti la sua tesi: secondo quanto riportato da SkyTg24, un consulente della Ventura, sentito come testimone, avrebbe dichiarato che “non è stata in grado di andare avanti” nell’onorare il debito tributario.

Stando alle notizie trapelate, l’interruzione del pagamento risalirebbe al maggio dello scorso anno. Una condotta di inadempienza che comporta sanzioni e il versamento dell’intero importo.

Secondo i lineamenti dell’inchiesta della Gdf, riporta Ansa, tra il 2012 e il 2015 la Ventura avrebbe fatto confluire parte delle sue entrate e delle sue uscite in una società, invece di inserire tutto nella sua dichiarazione dei redditi come persona fisica.

La difesa della presentatrice, già nell’ottobre scorso, aveva sostenuto che non può esserle contestato il reato di evasione fiscale perché risulterebbe assente il dolo: non ci sarebbe stata volontà, dunque, di non pagare il dovuto.

*immagine in alto: fonte/Instagram Simona Ventura, dimensioni modificate