brexit

Sono passati anni dal referendum che sconvolse l’Unione Europea e tutti i suoi cittadini, ma ora la Brexit è realtà: Boris Johnson ha raggiunto un accordo con Bruxelles firmando il European Union Withdrawal Agreement act. Sul testo c’è anche il “royal assent”, ovvero la firma della Regina, imprimatur finale ed assoluto. Al 29 gennaio il voto europeo.

Un percorso lungo e faticoso

È di ieri la notizia dell’approvazione dell’accordo da parte del Parlamento britannico, ma erano settimane che sembrava che il Regno Unito fosse sui binari giusti per arrivare al traguardo atteso da tempo. Il testo dell’accordo era passato con successo alla Camera dei Comuni e poi era stato approvato dalla Camera dei Lord. C’erano stati 5 emendamenti al testo -che erano stati approvati- che però sarebbero saltati quando il Testo è tornato alla Camera dei Comuni.

Non sarà, comunque, un parto facile. Anzi, si parla di lunga gestazione: il percorso di uscita comincerà il 1 febbraio e durerà 11 mesi. 

I prossimi passi

il 31 gennaio alle ore 11 avverrà in maniera ufficiale: La Gran Bretagna lascerà la Brexit.

Il 25 Febbraio, invece, Bruxelles chiederà mandato negoziale agli altri Stati europei e, se questi approveranno, potranno iniziare le procedure di negoziazione. Per tutto il tempo, comunque, il Regno Unito seguirà regole e norme di “casa Europa”. Il primo grande scoglio si presenterà il 1 luglio, quando si deciderà se 11 mesi di transizione sono bastevoli o sono troppo pochi: un punto che vede Europa e Bojo su rive opposte del fiume, in quanto il Primo Ministro inglese vorrebbe chiuderla in breve tempo, mentre Bruxelles dubita che bastino 11 mesi per lavorare su ogni problematica.