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La vicenda arriva da un istituto superiore di Campobasso, dove sabato scorso una 17enne ha partorito nei bagni della scuola. La giovane aveva tenuto nascosta la gravidanza a tutti ed il piccolo è nato prematuro. Fondamentale l’aiuto del personale della scuola.

Si sente male a scuola, ma sta partorendo

Si tratta del secondo caso in pochi giorni che ha per protagonista una minorenne. Qualche giorno fa, infatti, aveva destato clamore la notizia della 12enne incinta in un ospedale di Perugia. Era al settimo mese anche la ragazza di 17 anni che ha partorito in una scuola di Campobasso, vicenda riportata anche dal Corriere della Sera. Sabato scorso si è sentita male ed è andata in bagno, dove è iniziato il prematuro travaglio.
Docenti e personale scolastico sono stati allertati da una compagna di classe e dalle grida della della giovane, e hanno così immediatamente chiamato i soccorsi.

Madre e figlio stanno bene

Sembra che nessuno fosse a conoscenza della gravidanza della 17enne, che dal canto suo non poteva immaginare un parto prematuro al settimo mese. Assistita dall’operatore sanitario al telefono e con l’aiuto di una collaboratrice scolastica, ha partorito il bambino.
Entrambi sono stati poi portati all’ospedale Cardarelli, dove il piccolo è stato ricoverato in terapia intensiva data la sua prematura nascita. Non viene tuttavia riportato in pericolo di vita.

Necessaria più educazione sessuale

Entrambe le vicende riportate, hanno fatto suonare ancor di più il campanello d’allarme sulla necessità di una maggiore educazione sessuale nelle scuole. A tal proposito, l’Huffington Post ha ospitato il parere di Alessandra Graziottin, direttrice del centro di Ginecologia del San Raffaele Resnati di Milano. Commentando fatti di cronaca come quello della 17enne di Campobasso, ha detto: “Se non ci accorgiamo neanche di una ragazzina che partorisce nel bagno di una scuola, di cosa dovremmo accorgerci?“. “Oltre alla prevenzione – aggiunge – è necessario imparare a ‘pre-vedere’, pensare alle conseguenze“.

Dello stesso parere anche la docente di psicologia Clotilde Pontecorvo, che sul Corriere della Sera lancia un appello su quello che servirebbe fare: “La scuola dovrebbe iniziare a fare educazione sessuale e sentimentale: non ci sono neanche le basi, e invece sono elementi che dovrebbero essere portati dell’educazione e della crescita dei nostri ragazzi