martelletto del giudice

In Turchia si accende la polemica in seguito alla programmazione della discussione su un nuovo disegno di legge. La nuova legge porterà l’agghiacciante nome di “Tecavüzcünle Evlenme Kanunu”, traducibile con “Legge del matrimonio con il tuo stupratore”.

Turchia: la nuova proposta di legge

La proposta di legge verrà discussa in una seduta parlamentare di fine gennaio, e consentirà agli uomini che hanno avuto rapporti con ragazze minorenni di evitare punizioni se sposeranno le loro vittime. Numerose critiche si sono levate dai parlamentari dell’opposizione, che hanno condannato il disegno di legge sottolineando il rischio di costringere le ragazze a sposarsi contro la loro volontà e di incoraggiare gli abusi.

Anche le Nazioni Unite si sono espresse sull’argomento, avvertendo che la legge legittima lo stupro infantile e porterebbe ad abusi impuniti, lasciando le vittime ancora più vulnerabili. Il partito di opposizione HDP (Partito Democratico dei Popoli) ha più volte sollecitato il governo a rinunciare alla legge.

I tentativi di legittimare un’orrenda tradizione

Già nel 2016 nel parlamento turco venne presentata una proposta analoga, poi ritirata in seguito a movimenti di indignazione da ogni parte del globo. La legge sarebbe stata applicata ai casi di stupro perpetuati “senza l’uso di forza, minaccia o qualsiasi altra restrizione al consenso” ai danni di ragazze di età pari o inferiore a 15 anni.

Nonostante ciò, un anno dopo è stata approvata la cosiddetta “Legge Mufti”, una norma che consente ai mufti, autorità religiose del mondo islamico, di celebrare i matrimoni civili, aumentando così il loro ruolo e la loro incidenza nella vita e nella società turca.

La legge prevede anche che l’attestazione di nascita possa essere fatta verbalmente. Contro questo punto si sono mobilitate molte associazioni, preoccupate che la pratica possa aumentare i matrimoni religiosi e i matrimoni che coinvolgono minori. Gli episodi di abusi su minori vengono rilevati soprattutto quando le ragazze denunciano in ospedale, con relativa documentazione ufficiale. La Legge Mufti ostacola di fatto la conoscenza di queste informazioni.

Il difficile rapporto di Erdoğan con le donne

Nonostante le proteste degli ultimi anni, il presidente turco Erdoğan non ha mai fatto mistero della sua visione della donna. Nel 2014 ha affermato che, a causa delle differenze biologiche, donne e uomini non possono svolgere le stesse funzioni, aggiungendo che il lavoro manuale non è adatto alla “natura delicata” delle donne. Ha anche “esortato” le donne ad avere almeno tre figli, sostenendo che “una donna che rifiuta la maternità, per quanto la sua vita lavorativa abbia successo, è carente, è incompleta”.

Nonostante le numerose accuse (tra le altre) di sessismo, Erdoğan sembra voler tirare dritto. Negli ultimi anni i movimenti per i diritti delle donne hanno combattuto contro simili orrori legali in Paesi come Egitto, Marocco, Tunisia, Giordania, Libano e Palestina.

L’età legale per sposarsi in Turchia è di 18 anni, ma un rapporto del governo pubblicato nel 2018 sul matrimonio infantile stima un totale di 482.908 ragazze minorenni sposate negli ultimi 10 anni. A questo dato si aggiunge quello sui femminicidi in costante aumento (49 nel solo mese di agosto 2019) e quello aberrante sui concepimenti registrati nelle donne di età inferiore ai 18 anni, tra il 2017 e i primi sei mesi del 2018, che ammonta a un totale di 21.957 casi.