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L’Oms lancia l’allarme sul rischio globale “elevato” per la diffusione del coronavirus (2019-nCoV) che tiene in scacco la Cina e continua a far tremare il mondo. Si aggrava il bilancio delle vittime finora accertate: 81 i morti, e i contagi, secondo l’Istituto di medicina di Hong Kong, sarebbero ormai 44mila. Fuori dal Paese sarebbero aumentati i casi confermati dalle autorità sanitarie locali, e si parla di almeno 60 persone in 16 diverse nazioni. Proseguono i lavori per la costruzione dell’ospedale a Wuhan, epicentro dell’epidemia.

Coronavirus: l’allarme Oms

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha definito “elevato” il rischio su scala globale relativo alla diffusione del nuovo coronavirus. In Cina le vittime salgono a 81, mentre sarebbero stimati circa 44mila casi di contagio dell’interno all’area-focolaio.

Lo rivela un medico di Hong Kong, secondo quanto riportato dall’Ansa, impegnato in un team di ricerca sull’evoluzione dell’epidemia partita dalla città di Wuhan.

Gli esperti avrebbero chiesto l’intervento di misure di contenimento più severe, come come il blocco totale dei viaggi e la chiusura delle scuole nei centri più importanti del Paese.

Gabriel Leung, al vertice della facoltà di Medicina a Hong Kong, avrebbe sottolineato il carattere di massima urgenza dovuto all’accelerazione osservata nella diffusione del nuovo virus 2019-nCoV, ricalcando un orizzonte allarmante.

Gli esperti: “Picco tra pochi mesi”

Ci sarebbe anche una previsione sul prossimo step della diffusione del virus 2019-nCoV: secondo gli esperti di Hong Kong, il picco dei casi registrati dovrebbe concretizzarsi nel giro di pochi mesi, tra metà aprile e maggio prossimi.

L’allerta resta dunque ai massimi livelli in vista di un possibile peggioramento dell’attuale scenario. Il nuovo coronavirus si trasmetterebbe con la saliva e il rischio di contagio sarebbe quindi maggiore in luoghi affollati e ristretti.

Al momento sarebbe incerta la specie – serbatoio dell’infezione. Nonostante da Pechino monti l’ipotesi che il serpente sia il primo veicolo di trasmissione, non ci sarebbe ancora un parere unanime nel mondo della scienza.

I sintomi e come proteggersi

Il Ministero della Salute ha pubblicato un approfondimento sui sintomi e le modalità di trasmissione, comprese le procedure da adottare per proteggersi dal rischio contagio.

Febbre, tosse, difficoltà respiratorie sarebbero tra le condizioni più comuni che si evidenziano nel quadro di un paziente colpito da coronavirus e, nei casi più gravi, l’infezione può sfociare in polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e morte.

Attualmente non esiste alcun vaccino, in quanto si tratta di una forma virale del tutto nuova nell’uomo. Come ridurre l’esposizione ai minimi termini?

Anzitutto osservando una corretta igiene delle mani (lavandole frequentemente con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche) e delle vie respiratorie (avendo cura di starnutire o tossire coprendosi con un fazzoletto o con il gomito flesso, oppure con una mascherina).

Importante, ricorda ancora il Ministero, gettare i fazzoletti usati in un cestino da chiudere immediatamente, per poi sciacquare accuratamente le mani. Sul piano alimentare, dicono gli esperti, prestare attenzione a carne cruda o poco cotta, frutta e verdura non lavate e bevande non imbottigliate. Un’altra raccomandazione è quella di evitare il contatto con persone che manifestino sintomi a carico delle vie respiratorie (anche tosse e starnuti).

La situazione in Italia

Prosegue l’attività di monitoraggio sul fronte italiano, dove il Ministero della Salute ha predisposto una task force. “Sono in contatto costante con la commissaria europea alla Salute e con i colleghi europei in attesa di un prossimo confronto, che ho proposto in un colloquio con il ministro della Salute croato, Paese che ha la presidenza di turno“. Sono le parole di Roberto Speranza, ministro della Salute, dopo l’audizione in Commissione Affari Sociali della Camera.

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, assicura: L’Italia è pronta per affrontare emergenza ed eventuali casi che si dovessero manifestare“.