Politica

Bologna, episodio del citofono: accertamenti su un carabiniere

Si tratterebbe di un maresciallo dei carabinieri, ma dal comando provinciale dell'Arma nessun commento
Matteo Salvini

Ci sono novità sull’episodio che ha visto protagonista il leader della Lega Matteo Salvini nella periferia di Bologna. Lo scorso 22 gennaio, l’ex ministro dell’interno si era recato presso una palazzina del quartiere Pilastro, citofonando in un appartamento in cui asseriva ci fossero spacciatori.

Un episodio grave che ha portato ad una protesta generale su scala nazionale. Ora, a distanza di circa 10 giorni, l’Arma dei Carabinieri ha annunciato accertamenti su un maresciallo che sarebbe collegato all’episidio.

Episodio del citofono: accertamenti su un maresciallo

Sarebbe stato proprio il militare a mettere in contatto lo staff della Lega con la donna che ha accompagnato Matteo Salvini alla palazzina in questione, la stessa che durante il video, recentemente rimosso da Facebook, affermava con certezza che in quell’appartamento abitasse una famiglia di spacciatori.

La donna e il maresciallo sarebbero conoscenti.

Al momento però non sarebbero stati avviati procedimenti disciplinari, né risulterebbero fascicoli aperti. Si tratta di accertamento sulla delicata questione.

Nel caso in cui gli accertamenti dovessero confermare l’ipotesi, nei confronti del maresciallo potrebbe aprirsi un provvedimento disciplinare. L’accusa sarebbe di violazione d’imparzialità di un militare, perché intromessosi in affari politici.

Il militare avrebbe precedenti

Secondo quanto riferisce l’Ansa, il comando provinciale dell’Arma non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito, allo stesso tempo però si ipotizza che si tratti, secondo i quotidiani locali, di un militare già al centro di un’idagine per stalking e depistaggio a danni di un avvocato. Il maresciallo sarebbe stato sospeso dal servizio a seguito di una decisione del Tribunale del Riesame; decisione in attesa della conferma della Corte di Cassazione.

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