Il cantante mascherato recensione finale flop

Venerdì Il Cantante Mascherato giungerà alla fine. Solo 4 puntate, così come era stato preventivato, per questo esperimento di Rai 1 che dovrebbe trovare conferma anche nella prossima stagione. I numeri, tutto sommato, sono buoni e il format sembra funzionare. Si potrebbe parlare di successo, ma è solo apparenza. Cosa c’è sotto la maschera del Cantante Mascherato? Andiamo a dare un’occhiata…

“Peccato, ma è andata così”

Il format, The Masked Singer, dopo essere nato in Corea ha sbancato in mezzo mondo ed è arrivato in Italia con aspettative di ascolto altissime. La Rai ci ha investito tantissimo, non fosse altro che per il “gioco di squadra” con una Carlucci in perenne promozione ovunque (basti pensare che della finale se ne parlerà a Uno Mattina, Storie Italiane, Vieni Da Me, La Vita in Diretta e Italia Sì). Gli ascolti, dicevamo, sono partiti sopra il 20% (bene, ma ci si aspettava qualcosina in più), per poi scendere di puntata in puntata (restando comunque sopra il competitor GF VIP e permettendo di vincere sempre la serata). Eppure il programma, alla vigilia della finale, resta un “Vorrei ma non posso”, un “Peccato, ma è andata così”. E anche su Twitter, dove è sempre commentatissimo (in Trend Topic ogni venerdì) si è passati dagli entusiasmi della prima puntata alla profonda delusione della terza. Cosa non ha funzionato? Tante, tantissime cose. Vediamole…

Cosa non ha funzionato

Partiamo dal mistero sull’identità dei personaggi, il motore dell’intero programma, quello che dovrebbe tenere viva l’attenzione puntata dopo puntata. Alla fine della prima serata, tutti i nomi dei personaggi sotto le maschere erano chiari. Ogni possibile identità è stata indovinata su Twitter, in modo plebiscitario, già dopo la prima performance. E le conferme sono arrivate subito dopo gli svelamenti. Gli indizi troppo facili, il parlato riconoscibile e, soprattutto, la granitica certezza di vedere sempre i soliti volti, quelli che gravitano intorno alle produzioni Rai e al mondo dei reality. Era stato annunciato un cast stellare, sulla scia delle celebrities che hanno preso parte alle edizioni estere, ma in realtà – finora – nessuna stella è passata dal palco. Senza sorprese e senza grandi nomi, la suspence è venuta a mancare e la qualità delle esibizioni (basse) non ha mai giustificato la visione. La giuria poi non ha aiutato. Fuori fuoco, scollata dalla realtà, con ipotesi di nomi improbabili buttati lì solo per creare un finto ed evidente depistaggio. Mariotto è antipatico senza bucare lo schermo, la Pastorelli estenuante nella sua ingenuità, Patty Pravo non sufficientemente carismatica, Facchinetti che le prova tutte per fare show e Insinna, beh, è Insinna. E il tutto con una Carlucci sempre visibilmente tesa e rigida. Passiamo poi alla confezione: è giusto adattarla al target di Rai 1 ma l’impressione di vedere un Tale e Quale Show coi pupazzi si fa più forte puntata dopo puntata. La rete è riuscita a trasformare un format smart e fresco in qualcosa di già visto e dal retrogusto di naftalina. Ciliegina sulla torta poi, il patto di lealtà tradito con lo spettatore. La settimana scorsa tutto il pathos è stato costruito sui due svelamenti e i telespettatori sono stati tenuti in ostaggio fino alla mezzanotte per poi scoprire che di svelamenti ce ne sarebbe stato solo uno. Insomma, Il Cantante Mascherato ha del potenziale, che resta tale. È bravo, ma non si impegna. Rimandato a settembre.