Un nuovo dispositivo cardiaco ideato dai ricercatori del Mit di Boston potrebbe permettere un grande passo in avanti nello studio delle protesi cardiache e, soprattutto, una riduzione concreta della sperimentazione sugli animali. I risultati dell’eccezionale sperimentazione sono stati pubblicati su Science Robotics.

Valvole cardiache per la popolazione anziana

La popolazione anziana aumenta e così i problemi cardiaci e, di conseguenza, il bisogno di protesi valvola cardiache. Il mercato delle valvole cardiache, negli Stati Uniti, pare sia arrivato al valore di 5 miliardi di dollari, e potrebbe crescere anche del 13% nei prossimi 6 anni.

Questo è il quadro di contesto ritratto dal Mit di Boston e che è alla base di questo esperimento, che era finalizzato a creare un vero e proprio cuore ibrido biorobotico: un cuore (suino) vero e proprio, fatto ripartire artificialmente mediante l’innesto di un tessuto che aiuta a simulare il battito cardiaco.

Bolle che si gonfiano e sgonfiano

Il cuore utilizzato è un “vero” cuore all’interno del quale è stato innestato un tessuto robotico che assomiglia al pluriball, ma dalla struttura più elastica. Le bolle possono essere gonfiate e sgonfiate da remoto e il tendersi e rincontrarsi del tessuto fa sì che lo stesso cuore si contragga e dilati come a simulare un vero e proprio battito.

Conseguentemente il cuore, che comincia a battere, comincia anche a spingere e risucchiare il sangue creando una vera circolazione sanguigna e la relativa attività valvole.

Una stretta sulla sperimentazione animale

La creazione di cuori “biorobotici” permette di fare molti più esperimenti e tentativi di quanti attualmente se ne possano fare, e soprattutto dà la possibilità di ridurre la sperimentazione animale. Su MIT News viene riportato ciò che ha dichiarato a questo proposito Ellen Roche, assistente del professore di ingegneria meccanica: “I test di regolazione delle valvole cardiache richiede molti test impegnativi e test sugli animali: il nuovo meccanismo potrebbe realisticamente simulare ciò che accade in un cuore reale, per ridurre il numero di test su animali o per migliorare il design (delle valvole, ndr) più facilmente”.