Parma, chiuso l’allevamento in cui venivano uccisi 4mila visoni all’anno

Un allevamento di visoni, situato a Cella di Noceto in provincia di Parma, ha cessato la propria attività, in seguito alle inchieste di Essere Animali. Ad annunciarlo è la stessa associazione animalista, che aveva più volte denunciato le crudeli condizioni di vita riservate a questi piccoli mammiferi, tenuti in gabbia fin dalla nascita con il solo scopo di produrre pellicce. La notizia si inserisce in un quadro che vede l’industria del settore in forte crisi a livello globale.

4mila visoni uccisi ogni anno

Nel solo allevamento parmense, secondo Essere Animali, sono stati uccisi circa 4mila visoni ogni anno, fin dal 2012.

L’associazione aveva monitorato la situazione già nel 2013 e nel 2015, documentando la presenza di anguste gabbie di rete metallica, al cui interno gli animali riuscivano a muoversi a fatica. Lo scarso spazio a disposizione portava non di rado i visoni a ferirsi e a manifestare comportamenti autolesionisti. Proprio per questo la struttura era stata oggetto di polemiche, con il Consiglio Comunale di Noceto che aveva tentato di vietare l’insediamento sul territorio degli allevamenti per pellicce, sanzionando nel contempo la ditta per aver introdotto gli animali senza notificare l’apertura dell’attività.

Grazie anche alle campagne delle associazioni animaliste e alla maggiore sensibilità dell’opinione pubblica su questi temi, è infine arrivata la definitiva chiusura della società agricola che gestiva l’allevamento.

Un settore in crisi

Negli ultimi 3 anni, sottolinea Essere Animali, sono otto gli allevamenti di visoni ad aver chiuso, tra cui uno dei più grandi d’Italia. Ne rimangono comunque attivi altri dieci, che portano all’uccisione di circa 100mila visoni all’anno. Nonostante i numeri ancora importanti, si tratta di un settore in forte crisi, dovuta in parte alle nuove che leggi che hanno vietato o fortemente regolamentato gli allevamenti di animali da pelliccia in 15 Paesi europei, tra i quali Olanda, Austria e Germania.

Un progressivo cambiamento di mentalità che ha spinto, negli ultimi anni, anche molti stilisti e case di moda a bandire le pellicce animali dalle loro collezioni.

In attesa di una normativa italiana

Per quanto riguarda l’Italia, al momento non esiste alcun divieto, anche se tre proposte di legge, presentate da LAV (Lega Antivivisezione), sono da anni ferme alla Camera e al Senato.

La campagna Visoni Liberi di Essere Animali aveva ottenuto ampio consenso fra quasi tutti i maggiori partiti italiani, che nel 2018 avevano sottoscritto l’appoggio alle future proposte di legge. Non essendoci stato un passo concreto in questa direzione, l’associazione chiede ora alla classe politica di rispettare gli impegni presi.

(Immagine in alto: Essere Animali)