un visone nelle rocce

Ad agosto erano arrivate le ultime notizie e quella di questi giorni è l’ennesima vittoria per Essere Animali, l’organizzazione per i diritti animali che da tempo sta dando letteralmente “la caccia” agli allevamenti italiani di visoni, volti alla creazione di pellicce.

Sospesa l’attività dell’allevamento di visoni

Era il lontano 2015, come si legge nel comunicato stampa di Essere Animali, quando l’organizzazione aveva deciso di muovere i primi passi denunciando le condizioni indecenti in cui venivano fatti vivere migliaia di visoni all’interno di numerosi allevamenti su territorio italiano. Condizioni deplorevoli ma soprattutto, anche la denuncia sulla presenza di amianto: secondo quanto denunciato da Essere Animali all’ULSS7 della Regione Veneto e al Comune di Luisana Conco, dove è sito l’allevamento, sarebbe stata rintracciata la presenza di alcuni manufatti in amianto.

Crudeltà e amianto

Una denuncia cui era seguita la richiesta dello smantellamento delle tettoie incriminate e la bonifica dell’ambiente entro e non oltre il 2019, anno corrente. Ma quanto da festeggiare oggi per l’organizzazione Essere Animali è la sospensione stessa dell’attività dell’allevamento. Quello di Luisana Conca, in provincia di Vicenza, risultava essere uno degli allevamenti più grandi d’Italia all’interno del quale, fino a marzo del 2018, come sottolineato da Essere Animali, erano contenuti circa 30mila visoni.

Con la nostra segnalazione – si legge nel comunicato dell’organizzazione – Siamo riusciti ad evitare la morte di migliaia di visoni. Se l’allevamento fosse arrivo procederebbe agli abbattimenti proprio in questi giorni. Verso fine novembre infatti negli allevamenti di visoni i cuccioli vengono uccisi per diventare pellicce, inseriti in camere a gas dove muoiono per asfissia“.

La petizione per lo “stop” agli allevamenti di visoni

L’attività, al momento sospesa, non si esclude possa riprendere ma secondo Essere Animali, sarà molto difficile: “Comporterebbe costi non indifferenti, proprio per la necessità di smaltire e sostituire l’amianto.

Improbabile un investimento economico così importante in un mercato, quello delle pellicce, oggi in crisi globale per la mutata sensibilità dei consumatori, sempre più attenti alle sofferenze degli animali“. A conclusione, ma non per minor importanza, la petizione attiva online lanciata proprio da Essere Animali che, sulla scia di quanto accaduto in numerosi Stati europei che hanno vietato gli allevamenti di visoni dicendo basta alle pellicce, si rivolge al governo italiano chiedendo di potersi allineare a queste politiche europee: “Adesso vogliamo che le promesse vengano mantenute.

È ora di porre fine a questa sofferenza“.