Al Federico II una donna che rischiava l’infarto con il parto, ha dato alla luce la sua bambina, Vittoria, grazie ad un intervento unico

Rischiavano entrambe la morte, mamma e figlia, ma grazie ad un prodigioso intervento i medici del Policlinico Federico II di Napoli le hanno salvate. Il team di cardiochirurghi guidato dal professor Emanuele Pilato ha compiuto con successo un’operazione chirurgica unica in Italia e con rari esempi nel mondo. La madre, 37enne, il cui nome non è stato rivelato per tutelarne la privacy, a causa di un’infezione virale rischiava non solo di perdere la bambina che porta in grembo, ma la sua stessa vita.

La preoccupante scoperta

Tutto è cominciato dalla richiesta della donna di un controllo al Centro per le gravidanze a rischio del Policlinico Federico II, scoprendo così una sospetta “possibile infezione virale al quarto mese di gravidanza”.

Dagli esami successivi è emersa una situazione ancor più preoccupante. Dall’esame ecografico effettuato da Maria Angela Losi si scopre una massa intracardiaca che minaccia la vita di entrambe, mamma e figlia. Già madre di altre tre bambine, sfortunatamente segnata anche da due aborti in passato, la donna teme sia arrivata la fine. Dalla risonanza magnetica la diagnosi diventa ancor più precisa: si tratta o di un tumore cardiaco o di un grande trombo intraventricolare.

Il rischio di infarto o di embolia è alto.

La chirurgia unica strada per la salvezza

I medici tentano prima una terapia non chirurgica, ma gli effetti non sono quelli sperati. Così l’intervento chirurgico resta l’unica via per la salvezza, rischiando la gravidanza. Ma la mamma è convinta e disposta a mettere a repentaglio la sua stessa vita pur di non rinunciare alla bambina. L’intervento però è delicatissimo perché prevede la circolazione extracorporea. E soprattutto non è mai stato realizzato prima.

“Dovevamo operare la madre facendo sopravvivere la bimba nonostante la privazione della normale circolazione sanguigna fornita dal battito cardiaco della mamma. Una procedura chirurgica da pianificare partendo da zero”, ha spiegato l’equipe medica.

Il fattore tempo

Alle difficoltà mediche si aggiunge inoltre il fattore tempo: tutto deve essere perfettamente calibrato per la buona riuscita dell’operazione. Una lunga e attenta fase di preparazione, fino al giorno dell’intervento i primi di gennaio. Nonostante l’ansia e i rischi, tuttavia, l’intervento si è rivelato un successo. I medici son riusciti a rimuovere la formazione trombocita, così il cuore della donna ha ripreso a funzionare regolarmente.

Un nome simbolico: Vittoria

Il direttore generale Anna Iervolino ha commentato: Risultati come questo non si possono ottenere senza grandi professionalità, né senza una straordinaria capacità di coordinamento tra le diverse unità operative. Un lavoro di squadra che consente a questo policlinico di offrire a pazienti campani e non moltissime prestazioni di eccellenza, cancellando i viaggi della speranza e anzi diventando motivo di migrazione sanitaria attiva“. In primavera la mamma protagonista della storia darà alla luce la sua bambina, e per festeggiare il lieto evento e la professionalità dei medici che l’hanno salvata, ha scelto un nome simbolico: Vittoria.