La riforma del ministro della Giustizia Bonafede sulla prescrizione non piace agli avvocati, che a Napoli protestano in manette

Non accennano a diminuire le proteste contro la riforma della prescrizione del ministro Alfonso Bonafede. In occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario, l’Ordine degli avvocati di Napoli ha manifestato in manette contro la riforma. L’Ordine, presieduto da Antonio Tafuri, si è presentato ammanettato nella Sala dei Baroni, nel Maschio Angioino, dove si svolgeva la cerimonia. Ma le critiche al Guardasigilli sono arrivate anche dagli avvocati penalisti di Roma e Milano.

Le critiche di Milano alla riforma Bonafede

Il Procuratore generale di Milano, Roberto Alfonso, ha infatti dichiarato nella relazione per l’Anno giudiziario che la riforma Bonafede (la quale sospende la prescrizione dopo il primo grado) “presenta rischi di incostituzionalità e viola l’art.

111 della Costituzione, con il quale confligge, quanto agli effetti, incidendo sulla garanzia costituzionale della ragionevole durata del processo”. Alfonso ha inoltre sottolineato gli “spaventosi vuoti di organico”. Dal punto di vista del Pg la norma sarebbe dunque “irragionevole quanto agli scopi, incoerente rispetto al sistema, confliggente con valori costituzionali”. Il presidente della Corte d’Appello di Milano Marina Tavassi ha poi sottolineato che “il crescente miglioramento della funzionalità complessiva del sistema determina una costante diminuzione dei casi di prescrizione”.

A Roma prescritto un reato su due in Appello

Dalla capitale arriva invece il monito di Luciano Panzani, presidente della Corte d’Appello di Roma, che ricorda: “Nel 2019 nel distretto del Lazio i processi prescritti sono stati 19.500 su un totale di 125.000, pari al 15%. Di questi 48% in appello (7.743) e 10% al Gip-Gup (7.300), 12% al dibattimento monocratico (4.300), 118 al collegiale (5%). La prescrizione colpisce maggiormente nei processi per cui c’è condanna in primo grado e quindi quasi uno su due a Roma in Appello.

La protesta a Napoli: avvocati in manette

E mentre a Milano circa 40 avvocati della Camera penale hanno manifestato con cartelli che recitavano gli articoli della Costituzione, a Napoli la protesta è stata ancor più eclatante. Gli avvocati partenopei son infatti entrati nella Sala dove si svolgeva la cerimonia con le manette ai polsi, come simbolo della loro contrarietà alla riforma Bonafede. Contemporaneamente, il primo cittadino di Napoli Luigi de Magistris ha affermato: “Sul numero di omicidi c’è un calo che non si era mai verificato nella nostra città.

Se andiamo a vedere i dati del 2018 e del 2019 sono pochissimi gli omicidi. Credo che la magistratura e le forze dell’ordine abbiano fatto un lavoro enorme, lo stesso ha fatto la società civile”.