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Grazia a Nicole Minetti, Procura generale dà parere positivo: “False le notizie su festini e droga”

Pubblicato: 03/06/2026 13:39

La gestione dei provvedimenti di clemenza e il bilanciamento tra le prerogative sovrane dello Stato e le verifiche della magistratura ordinaria continuano a rappresentare un terreno di cruciale importanza nel dibattito istituzionale del nostro Paese. Quando la concessione di una misura straordinaria incrocia l’esame della cronaca giornalistica e il vaglio di conformità formale, il rigore delle procedure investigative diventa l’unico elemento in grado di cristallizzare i fatti, al riparo dalle interpretazioni della pubblica opinione. L’intreccio tra le diverse autorità di controllo e le relazioni diplomatiche internazionali definisce così un perimetro trasparente entro il quale ogni singola istanza viene soppesata per garantirne la piena rispondenza ai requisiti di legge e umanitari previsti dall’ordinamento.

Il supplemento di indagine e le smentite della Procura

Il monitoraggio dei requisiti per un delicato provvedimento di clemenza giunge a una svolta decisiva, confermando gli orientamenti precedentemente espressi dagli uffici giudiziari milanesi. Nuovo parere positivo della Procura generale di Milano in merito alla grazia all’ex consigliera regionale Nicole Minetti. È quanto si evince da un comunicato stampa dei vertici della magistratura milanese. Era stato il Capo dello Stato a chiedere nuove verifiche dopo il provvedimento di clemenza concesso a febbraio e le successive polemiche sulla stampa. “Dagli accertamenti risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito e in base al quale sono state assunte le determinazioni da parte delle Autorità competenti”, si legge nel testo siglato dall’ufficio guidato da Francesca Nannie dal sostituto pg Gaetano Brusa, che hanno delegato accertamenti a carabinieri e all’Interpol sulle indiscrezioni apparse su “Il Fatto Quotidiano”.

I magistrati fanno chiarezza sulle presunte anomalie a partire dalla morte sospetta di un avvocato all’estero, precisando che il decesso non riguarda i genitori naturali di un minore adottato, bensì il legale del piccolo, favorevole alla procedura. Viene ribadito che “nessuna battaglia legale sull’adozione” ha avuto luogo, essendo la madre biologica irreperibile. Il procuratore in Uruguay ha confermato che non vi sono ipotesi di reato e che “non sono emerse irregolarità” nel procedimento riconosciuto dal tribunale per i minorenni di Venezia. Dal punto di vista clinico, viene “confermato il grave quadro sanitario del minore in cura al Boston Children’s Hospital” che richiede la presenza materna, ed è provato il volontariato e la presenza stabile di Minetti in Italia tra il 2024 e il 2025.

La condotta personale e le prossime tappe istituzionali

Le indagini difensive e i riscontri dell’Arma hanno parallelamente archiviato i dubbi sollevati sul tenore di vita privato dei soggetti coinvolti nelle verifiche. Sul punto, i magistrati annotano che non esistono pendenze in Uruguay e Spagna a carico di Nicole Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani, e che “nessun reato di prostituzione, smentite le feste con droga” risulta configurabile alla luce delle dichiarazioni dei testimoni.

La Procura generale ha redatto una nuova relazione trasmessa oggi, 3 giugno, al ministero della Giustizia e al Quirinale. La decisione definitiva tornerà al Presidente della Repubblica, che già il 18 febbraio aveva concesso la clemenza sulla base del ravvedimento della donna, difesa dai legali Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra, la quale doveva espiare una pena residua per i vecchi procedimenti giudiziari.

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