In Cina diminuiscono i casi di coronavirus. A WUhan solo 4, il dato più basso dall'inizio della pandemia (Immagine di repertorio)

Il ragazzo 17enne di Grado rimasto in Cina non ha il coronavirus. È quanto si apprende dalle fonti della Farnesina, che tolgono ogni dubbio circa la salute dell’unico italiano che non è rimpatriato domenica notte insieme ad altri 56 connazionali.

La febbre alta al momento dell’imbarco

Il giovane sarebbe dovuto rientrare l’altroieri, insieme agli altri italiani presenti a Wuhan, con l’aereo messo a disposizione dall’Aeronautica militare. Al momento dei test precedenti l’imbarco però, il ragazzo aveva 39 di febbre. Da qui il divieto di partire e l’obbligo di sottoporsi a nuovi test per scongiurare, come poi si è verificato, la presenza del coronavirus.

Ora il liceale, che si trovava in Cina dallo scorso agosto, è stato sistemato in un BnB di Wuhan. La febbre gli è risalita dopo il calo registrato durante i test effettuati allo scalo internazionale cinese. Sono con lui due incaricate dalla nostra ambasciata.

Quarantena per gli altri italiani arrivati ieri da Wuhan

Le decine di italiani atterrati ieri all’aeroporto militare di Pratica di Mare, dopo i controlli sul posto, sono stati portati al Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito nella città militare della Cecchignola.

Ci resteranno per circa due settimane, in una specie di quarantena limitata alla struttura militare.

Sistemati in stanze o piccoli appartamenti per famiglie, gli “ospiti” della struttura potranno comunque muoversi in aree comuni all’aperto. Restano però sotto “sorveglianza sanitaria” e “osservazione clinica” da parte dello staff medico dell’Esercito, che fornirà, se necessario, anche supporto psicologico.

Le soluzioni per il rimpatrio dello studente

Per quanto riguardo il ragazzo rimasto a Wuhan invece, il Ministero degli Esteri sta cercando una soluzione per farlo rimpatriare e poterlo sottoporre al periodo di quarantena.

Non ci sono voli di linea -sono tutti sospesi- quindi lo scenario più probabile è quello di un’autorizzazione che permetta al giovane di uscire dai limiti della “zona rossa”, epicentro del contagio, per spostarsi in una città dalla quale potersi imbarcare in direzione Roma.

Proprio stamattina la task-force sul coronavirus ha deciso, insieme al ministro Speranza, di “rafforzare sensibilmente i controlli e il personale medico e sanitario in tutti gli aeroporti e i porti. A Roma Fiumicino si stanno attivando in queste ore corridoi sanitari e scanner termici su tutti gli arrivi“.