persone con mascherina sterile a Milano

C’è il primo italiano risultato positivo al test per il coronavirus. L’uomo è uno dei 56 connazionali rimpatriati da Wuhan, la città al centro dell’epidemia. Al momento si trova all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani di Roma insieme alla coppia cinese malata. Intanto è stata confermata la morte del medico cinese che per primo ha dato l’allarme sull’epidemia.

Spallanzani: il primo italiano positivo al coronavirus

Proseguono gli accertamenti sull’italiano risultato positivo al coronavirus. L’uomo presenterebbe “modesto rialzo termico ed iperemia congiuntivale“, ma si troverebbe in buone condizioni. L’uomo è stato rimpatriato dalla Cina ed è arrivato con gli altri italiani all’aeroporto militare della Cecchignola.

L’Istituto sta coordinando l’organizzazione della sorveglianza epidemiologica a livello nazionale e supporta i laboratori di riferimento
regionali per garantire una prima diagnosi tempestiva
“, si legge nel comunicato dell’Istituto Superiore di Sanità, “Nei casi di positività al primo test l’Istituto effettua le analisi di conferma comunicandole alla task-force del Ministero della Salute“.

Morto il medico che ha dato l’allarme

Sarebbe stata confermata la notizia della morte del dottor Li Wenliang, 34 anni, il medico che ha dato l’allarme sul coronavirus.

L’ospedale avrebbe prima smentito la morte, dichiarando che il medico era in coma dopo aver contratto il virus, ma il Wuhan Central Hospital ha poi confermato il decesso.

Come riporta il South China Morning Post, Li avrebbe cercato di allertare l’opinione pubblica sul nascere dell’epidemia, ma sarebbe stato zittito dalla polizia di Wuhan. L’oftalmologo si sarebbe infettato accidentalmente mentre combatteva il virus, come comunica l’ospedale.

Il mistero sull’annuncio e la smentita

Alcune tra le fonti stampa più note in Cina, come il Beijing News e il Global Times, hanno riportato nelle scorse ore la notizia della morte del medico, suscitato un immediato cordoglio sui social.

La notizia è poi stata smentita dall’ospedale, che ha dichiarato che Li si trovava in condizioni critiche.

Infine è stata data la conferma su Weibo, principale social cinese, dove sono comparsi messaggi di rabbia per il trattamento riservato a Li dalle autorità. La sorte di Li è stata un mistero per una lunga giornata fino all’ammissione finale. L’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha twittato il suo cordoglio, aggiungendo: “Tutti dobbiamo celebrare il lavoro che ha fatto“.

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