Spettacolo

Sanremo, le pagelle della terza sera: da Benigni alla Pausini

La serata delle cover porta sul palco un numero infinito di artisti. Tra sorprese e passi falsi ecco i voti delle pagelle

Guardo Sanremo da una vita e per prepararmi a queste pagelle ho sentito 33 Festival, 690 canzoni in 165 giorni. È per questo che do i numeri.

Giro di boa per Sanremo che arriva alla terza serata, quella delle cover. Vota la giuria e fa media con la classifica. C’è tanta di quella carne al fuoco (41 ospiti tra cantanti, star internazionali, comici) da far andare in iperventilazione un vegano. Quindi sotto con le pagelle. Ecco quello che ci ha colpito (in positivo, o proprio in faccia con violenza):

3 A GEORGINA RODRIGUEZ: Non ha un talento tanto evidente da giustificare la sua presenza, ma solo un fidanzato ingombrante. Sarebbe banale esprimere il solito giudizio retorico sulla bella ragazza chiamata a presenziare nel programma televisivo più importante d’Italia solo per la persona con cui ha una relazione.

Sarebbe un tantino grillino indignarsi per un cachet a sei cifre consegnato ad una annunciatrice che non conosce l’italiano. Sarebbe scontato soffermarsi sul brillocco cafone. Per cui, siccome vorrei essere originale, evito il prevedibilissimo 4, in favore di un più inusuale 3.

7 AD ALKETA VEJSIU: la logorrea ha una nuova definizione, mi sono sentito preso in ostaggio e ho dovuto metter su una camomilla. Coinvolgente il suo entusiasmo, il racconto sembra quello di chi dalla campagna prende la corriera e arriva in Grande Italia, tra buonismo e folklore.

Ma la si ama.

Alketa Vejsiu Sanremo pagelle terza sera
Alketa Vejsiu

5 AD ARISA E MARCO MASINI: non si può non empatizzare con l’inquietudine creativa di Arisa che il più delle volte passa dai suoi capelli. Nemmeno Madonna ha variato così tanti look e Arisa cambia taglio con la stessa frequenza con cui noi comuni mortali ci cambiamo le mutande. La versione Annie Lennox di Pignola è un grande sì. La voce – che c’è eccome – è troppo tirata e va oltre il limite diventando in certi passaggi persino sgradevole. Masini invece è sottotono. E Alla fine manca l’equilibrio.

Arisa Sanremo pagelle terza sera
Arisa

8 AL GRUPPONE DI CANTANTI: Fiorella Mannoia, Laura Pausini, Giorgia, Elisa, Gianna Nannini, Alessandra Amoroso ed Emma, il meglio della musica italiana femminile tutto nello stesso posto.

Peccato non abbiano proferito nota, specie se consideriamo che su questo palco ha cantato pure la Lamborghini.

Laura Pausiini, Elisa, Giorgia, Emma, Nannini, Amoroso
Laura Pausini a Sanremo con Elisa, Giorgia, Emma, Nannini, Amoroso

10 AD AMADEUS: parliamoci chiaro, ha coinvolto in questo Festival tutti i grandi nomi inseguiti per anni dagli altri conduttori: Benigni, Fiorello, Tizianone, nessuno gli ha detto di no. E con quella giacca leopardata in bronzo ha conquistato i nostri cuori, danneggiandoci però le cornee.

4 A RIKI vestito come se avesse appena finito di girare una puntata de Il Segreto. La canzone non la commentiamo, facciamo così.

Riki a Sanremo pagelle terza serata
Riki

9 A GUALAZZI E MOLINARI: che classe ragazzi! La Molinari è l’equilibrio giusto tra nutrimento e gusto, Gualazzi non sbaglia un colpo. Classicone e fatto bene.

6 A LEVANTE, MICHIELIN E MARIA ANTONIETTA: in effetti si poteva dare di più. Ok, Girl Power e belle armonie ma le aspettative erano alte. C’erano gli ingredienti per un piatto perfetto, alla fine è mancato il sale.

Levante Michielin Maria Antonietta a Sanremo pagelle
Levante, Michielin e Maria Antonietta

8 A DURDUST (Suonami la vita, arrangiami le giornate!) – 6.5 A RANCORE (sempre un filino ansiogeno).

Nel complesso gradevole.

7 A ROBERTO BENIGNI: prova ad acchiappare i gioielli di Amadeus, “citofona” a Salvini, poi comincia l’omelia sul Cantico dei Cantici che alle undici di giovedì sera è un po’ una mattonata nei “Soliti ignoti”.

Capiamoci: sono tanti soldi, il contenuto di spessore li fa apparire subito ben spesi. Ma bisogna volerlo ascoltare davvero. C’è tanta passione, ci sono passaggi intensi ed estremamente moderni, ma ci sono anche 32 minuti di allegorie, versi biblici, “grappoli di cipro”, “stendardo amore”.

Dopo undici cantanti e a tredici dalla fine forse non ce la si fa. Vedo la gente lasciarsi andare, mollare la presa sul divano, arrendersi. Parafrasi onorevole, resterà deluso chi voleva ridere. Non per tutti, il momento meno nazional-popolare del Festival.

Roberto Benigni Sanremo
Roberto Benigni

7.5 AI PINGUINI TATTICI NUCLEARI: sono indiscutibilmente la quota show di questo cast di cantanti. Sono un doveroso momento di alleggerimento dopo Benigni. Coloratissimo il loro mash up che, visto che siamo a Sanremo, chiameremo Medley.

8 A GIORDANA ANGI: con questa cover de La Nevicata del ’56 con Solis String Quartet le si perdona la canzone portata in gara che – senza giri di parole – è un NO, DAVVERO NO!

7.5 A TIZIANO FERRO: si ferma con le cover, porta due (nuovi) pezzi del suo repertorio e, finalmente, si porta a casa una serata in cui convince dall’inizio alla fine. Pur con quella teatralità da Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare al Globe Theatre di Londra.

9 A DIODATO E NINA ZILLI: sobri come un paio di occhiali di Elton John, trasformano 24mila baci in un freschissimo musical con tanto di prese, ballerini e falsetti.

Diodato e Nina Zilli Sanremo terza sera pagelle
Diodato e Nina Zilli

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