Patrick George Zaki

Cresce ancora la paura per le condizioni e il destino di Patrick George Zaki, lo studente arrestato in Egitto al suo rientro nel paese per una vacanza. La sicurezza nazionale egiziana lo accusa di incitamento alle proteste e numerosi altri reati, ma la preoccupazione più grande è per le voci di torture e pestaggi che starebbe subendo. Ora anche la famiglia ha lanciato un appello.

Arrestato e torturato con l’elettroshock

La mobilitazione nazionale e internazionale per liberare Patrick George Zaki (anche riportato come Zaky) in queste ore è più forte che mai.

Amnesty Italia e le associazioni egiziane domandano a gran voce verità e che questo non si trasformi in un nuovo caso Regeni. La paura è che la repressione del governo egiziano provochi un’altra vittima nel giovane studente di Bologna Zaki, tornato in Egitto per una vacanza, diventata un incubo.
Per l’Nsa egiziana, sarebbe in arresto e detenzione preventiva per reati come diffusione di false notizie, incitamento a protestare e alla destituzione del governo. Il giovane avrebbe detto ai suoi avvocati che è stato picchiato e torturato con l’elettroshock.

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L’appello dei genitori di Zaki

Chi rigetta le accuse e si ritrova a vivere quest’incubo è anche la famiglia di Zaki, che per 24 ore non ha avuto nessuna notizia del figlio, prima di scoprire che era stato arrestato.

Una parola che fa paura, nell’Egitto di Al Sisi.
La pagina Facebook “Patrick Libero” ha condiviso una dichiarazione della famiglia: “Non riusciamo ancora a comprendere le accuse mosse a Patrick, nostro figlio non è mai stato fonte di minaccia o di pericolo per nessuno, anzi, è stato una costante fonte di sostegno e di aiuto per molte persone.”

La paura di non rivederlo più

Il post, condiviso in arabo, inglese e italiano, continua poi confessando l’enorme paura dei genitori.

Non avremmo mai immaginato che potesse essere trattato in questo modo – si legge – né che avremmo vissuto anche solo per un giorno con una paura e un’ansia senza precedenti per la sicurezza e il benessere di nostro figlio. Non sappiamo nemmeno quando o come finirà questo incubo“.


Quindi, la richiesta a tutti quelli che sono vicino alla vicenda e che magari hanno firmato anche la petizione online per Zaki: “Chiediamo a tutti di stargli vicino e di sostenerlo in questa situazione di difficoltà e dichiariamo il nostro pieno sostegno alle richieste dei suoi amici e colleghi dentro e fuori dall’Egitto, che insistono sull’immediato e incondizionato rilascio di Patrick e sulla caduta di tutte le accuse“.

Post della famiglia di Patrick George Zaki
Post della famiglia di Patrick George Zaki

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