cartello che indica lo spallanzani

Una notizia agrodolce per i pazienti cinesi che erano in quarantena allo Spallanzani di Roma.

I 20 turisti risultati negativi ai test, ma che erano venuti in contatto con i due malati ancora in cura nella struttura, avrebbero potuto essere dimessi già ieri sera, ma a quanto pare non è stato per loro possibile soggiornare a Roma né prendere un taxi. Si sospetta che sia accaduto per colpa della fobia da Coronavirus che sta esplodendo in tutta Italia, dando anche origine a tristi episodi di razzismo e ostilità nei confronti della comunità cinese.

Le parole dell’infermiera

A parlare, intervistata dai microfoni del Corriere, è un’infermiera dello Spallanzani che racconta come sia stato impossibile, per i venti turisti, tornare ad essere tali e uscire dall’ospedale quando avrebbero voluto farlo. Difficile però dire se si sia trattato di un problema legato al fatto che effettivamente tutti gli hotel di Roma fossero impegnarti, o che sia stato impossibile trovare una stanza all’ultimo minuto. Quello che è certo è che l’allerta è alta ma l’allarmismo lo è molto di più, ed in modo ingiustificato.

Niente taxi né alberghi per loro

L’infermiera spiega che nonostante i turisti fossero ben contenti di uscire, pare che appena tassisti e albergatori capivano che si trattava di loro, improvvisamente erano impossibilitati ad aiutarli: “Loro non erano preoccupati…erano più preoccupati del fatto che l’albergo non li ha accettati e dovevano fermarsi un’altra notte qua, il taxi se vedeva che erano cinesi non potevano salire…“.

Alla fine sono dovuti rimanere in ospedale: “Non avevano dove andare, volevano uscire, pernottare fuori, ma non è stato possibile. So solo che hanno fatto un giro di telefonate, non hanno trovato posto e sono rimasti qua”.

Lotta all’allarmismo

L’allarmismo che si sta diffondendo in tutta la nazione, oltre ad essere ingiustificato, è controproducente e sfocia in episodi di emarginazione ed aggressività. Il dottor Zhang, dall’ambasciata cinese diramato un forte appello: “Nella comunità cinese si sta diffondendo il panico. Ci sono state aggressioni verso cinesi in Italia, non turisti, ma comunità cinese: vorrei invitare gli amici italiani a fare attenzione alla sicurezza dei nostri connazionali che vivono e lavorano in Italia, di evitare pregiudizi, distinzioni, aggressioni. Insulti e minacce non sono tollerabili”.