Il cantante trasformista del Festival di Sanremo, in un’intervista al Corriere della sera, ha parlato della sua vita privata ed ha spiegato le sue scelte artistiche presentate sul palco dell’Ariston. 

Il commento sull’orientamento sessuale

Le perfomance del cantante, sul palco del Festival della canzone italiana con la canzone Me ne frego, hanno suscitato in molti curiosità su quello che è l’orientamento sessuale del cantante, in particolar modo dopo l’esibizione con il cantante e produttore discografico Boss Doms. 

Aldo Cazzullo, giornalista del Corriere della sera, nell’intervista ad Achille Lauro, senza giri di parole chiede: “Un altro momento-cult è stato il suo bacio con Boss Doms.

Lei è etero, gay, fluido?”.La risposta del cantante non si fa attendere e dichiara: “Questo lo lascio al caso. Dichiarazione che apparentemente non risponde alla domanda del giornalista, ma totalmente in linea con la posizione del cantante. Alla domanda sul personaggio di Ziggy-Stardust, uno dei personaggi della sua opera teatrale sanremese in 4 atti, il cantante ha spiegato come usando l’alter ego di David Bowie abbia voluto rivendicare il suo rifiuto degli stereotipi sessuali. Quella dell’orientamento sessuale è, infatti, un’etichetta che Achille Lauro non vuole indossare.

La famiglia di Achille Lauro

Di Achille Lauro viene detto tutto e il contrario di tutto: perfino il luogo della sua nascita non è chiaro ai più. Achille fa luce sul suo passato: “Non mi è mai mancato nulla. Mio padre si chiama Nicola de Marinis, è stato professore universitario e avvocato, ha scritto quattro libri, per meriti insigni è diventato consigliere della Corte di Cassazione. Nonno Federico era prefetto di Perugia, l’altro nonno ha combattuto nella seconda guerra mondiale: si chiamava Archimede Lauro Zambon. Sono nato a Verona perché li abitava la famiglia di mia mamma, Cristina, originaria di Rovigo, ma sono cresciuto a Roma”.

 

Le accuse di furto e spaccio

Il cantante spiega che la sua figura è la protagonista di una “leggenda nera“: “[…] inventata da gente che ha interpretato alla lettera il mio primo libro, Sono io Amleto, che in realtà è una biografia romanzata.”. Di lui si è detto che abbia spacciato, rubato e che sia finito in galera. A queste parole Achille risponde: “Vengono a intervistarmi e poi scrivono “Lauro spaccia”, al presente, “Lauro ruba”, al presente. Sono cresciuto in un ambiente difficile, in mezzo a persone problematiche.

Ma Sanremo è il frutto di quindici anni di impegnoSe avessi buttato il tempo in queste sciocchezze non sarei qui”. E ancora: “Ho avuto abbastanza amici incasinati da capire quello che non volevo diventare. Amici reduci da dipendenza o da sbagli adolescenziali, che entravano e uscivano per cose fatte da ragazzini. Il carcere non è il posto giusto per recuperare i ragazzi”.

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