Claudio Amendola

Per Alessia Amendola, che ha avuto la fortuna di nascere e crescere in una famiglia in cui il cinema era di casa, l’appellativo “figlia d’arte” è più che adeguato. Figlia di Claudio Amendola e nipote di Ferruccio Amendola e Rita Savagnone, Alessia ha scelto una strada non certo casuale, intraprendendo la carriera di doppiatrice fin da giovanissima.

In lei sono rimasti vivi gli insegnamenti e il talento dei nonni, anche loro doppiatori, che le hanno trasmesso l’amore per questa professione così importante per il cinema italiano.

La carriera di doppiatrice

Nata a Roma nel 1984 dalla relazione tra il padre Claudio e Marina Grande, Alessia Amendola ha mosso i primi passi nelle sale di doppiaggio poco più che bambina, sotto l’ala protettrice del nonno Ferruccio, celebre voce italiana di Robert De Niro e Dustin Hoffman.

Con il tempo Alessia Amendola ha costruito un curriculum sconfinato, prestando la voce a moltissimi attori di film e serie televisive. Dopo i fortunati doppiaggi di Jamie Lynn Spears in Zoey 101 e Nina Dobrev in The Vampire Diaries, ha in seguito dato la voce a Ellen Page nel pluripremiato Juno.

La sua voce ha interpretato anche Jennifer Lawrence, Kristen Stewart, Lindsay Lohan e Megan Fox in Transformers, solo per citare alcune esperienze. Madre di Diego, 10 anni, ha lavorato anche in alcuni film per i più piccoli, come Il re leone II, Gli Incredibili e Cattivissimo me 3.

Una vita lontano dai riflettori

Nonostante i successi e il cognome importante, Alessia Amendola è decisamente distante dal tumulto che in genere circonda i personaggi famosi. Schiva e riservata, non ama particolarmente la televisione o i social network, di cui piuttosto mette in risalto i pericoli: “Detesto vedere la tv che usa e getta le persone, specie i concorrenti dei reality che vengono sfruttati fino all’osso per poi essere dimenticati – ha detto in un’intervista a Vanity FairVorrei che le persone fossero più consapevoli e non subissero così tanto il fascino dei riflettori”.

Vincitrice del premio del pubblico come miglior doppiatrice al Gran Premio Internazionale del Doppiaggio, nel 2008, e del Leggio d’Oro nel 2012, Alessia ama dedicarsi al suo lavoro, con semplicità. “Non credo che sarei in grado di gestire un certo grado di popolarità.

Preferisco avere il piacere di lavorare in ambito artistico senza essere necessariamente riconosciuta per strada”, ha dichiarato.

Immagine di copertina: Youtube/diMartedì