matteo renzi e giuseppe conte

Continua lo stallo all’interno del governo sulla riforma della prescrizione. Matteo Renzi alza il tiro e va a Porta a Porta per un’intervista in onda stasera con Bruno Vespa. Il segretario di Italia Viva annuncia, tra le altre cose, che la minaccia di sfiducia al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede è sul tavolo.

In Commissione Giustizia oggi Italia Viva ha votato insieme alle opposizioni contro l’emendamento presentato dalla maggioranza. Renzi di fatto sembra portare avanti una propria agenda, con il resto del governo sotto tiro. La sua ultima proposta sembra fatta più per attirare l’attenzione che per essere concretamente discussa.

L’ex premier si rivolge a tutte le forze politiche e chiede l’elezione diretta del presidente del Consiglio.

Renzi da Vespa: nessun passo indietro sulla giustizia

Matteo Renzi non cede, e a Bruno Vespa conferma le intenzioni nei confronti degli alleati di governo: “Non voglio morire grillino. Sono stati giorni molto brutti, inspiegabili per chi ci ascolta da casa. Io sulla giustizia non ho cambiato idea: il Pd sì. Non voglio diventare la sesta stella“.

Il segretario accusa poi la maggioranza di aver provato a farlo fuori senza riuscirci.

Non ce l’hanno fatta, ma ci hanno provato raccogliendo i senatori responsabili“, commenta, “Ma se lo vogliono fare, perché il presidente del Consiglio o qualche suo collaboratore non ci vuole, è loro diritto provarci. La prossima volta farebbero meglio a riuscirci“. Una minaccia non così velata, che alza ulteriormente la tensione dopo quanto accaduto alla Camera.

La sfiducia al ministro Bonafede

Renzi risponde anche alla questione della sfiducia individuale al ministro della Giustizia: “Il governo non cadrebbe. Sono un ottimista, spero prevalga il buonsenso“.

Il voto in Commissione Giustizia

A Montecitorio la maggioranza è riuscita per un solo voto a disinnescare la bomba delle opposizioni sulla riforma Bonafede. Il ddl Costa, proposto da Forza Italia, è stato fermato da un emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle, non votato però da Italia Viva. A favore si sono espressi PD, M5S e LeU, mentre hanno votato contro le opposizioni e Italia Viva.

Il PD: “Non tollereremo per molto”

Michele Bordo, vicecapogruppo dei deputati dem, ha espresso lo scontento del Partito Democratico per le continue provocazioni di Renzi: “Non saremo disponibili a tollerare ancora per molto“, ha dichiarato, “Questa guerriglia quotidiana di Renzi è diventata insopportabile perché mina alla base la tenuta del governo“.

Bordo invita Italia Viva a chiarire la sua posizione, dopo l’ennesimo voto insieme alle opposizioni: “Renzi si assuma le responsabilità di fronte al Paese se ha deciso di favorire il ritorno di Salvini e della destra“.

La proposta: elezione diretta del presidente del Consiglio

Nonostante l’animo del governo non sia bendisposto nei suoi confronti, Matteo Renzi lancia l’appello: “Siccome non si può andare avanti così con le scene che abbiamo visto, fermi tutti“, dichiara, “A Zingaretti, Di Maio, Crimi, Conte, Leu, Salvini, Berlusconi, Meloni.

Dico: portiamo il sistema del sindaco d’Italia a livello nazionale. Si vota una persona che sta lì 5 anni ed è responsabile. Per me la soluzione è l’elezione diretta del presidente del Consiglio“.

Il segretario annuncia che lancerà una raccolta firme per la modifica e propone un “modello del patto del Nazareno che non toccava la forma di governo, per cui Berlusconi non votava le mie leggi ma c’era un patto istituzionale per cambiare le regole“, mentre “l’altra ipotesi è l’esempio del governo Maccanico che non vide la luce nel 1996, è il governo stesso a essere istituzionale o costituzionale“.

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