corte-suprema-di-cassazione-3682663_1920

Alessandro potrà essere Alexandra e cominciare una nuova vita in un nuovo corpo, con una nuova identità e, last but non least, con il nome che ha personalmente scelto.

Quella “X” al posto della doppia “s” è costato un processo ad Alexandra che, dopo il cambiamento di sesso, aveva dovuto affrontare il rifiuto della Corte d’appello di Torino a permettergli di scegliere un nome leggermente diverso da quello originale. La corte di Cassazione gli ha invece dato ragione, ed è la prima volta che accade.

Alessandro, che è diventato Alexandra

Alessandro era un uomo, residente in Sardegna, che ha deciso di avviare la procedura per il cambiamento di genere e, alla fine della stessa, era diventato Alexandra.

L’ultimo passo dell’iter riguarda il perfezionamento burocratico dei documenti e Alessandro, invece di optare per la mera femminilizzazione del suo nome (ovvero “Alessandra”), aveva scelto la versione inglese.

Per quella “x”, purtroppo, ha dovuto lottare parecchio. La corte d’appello di Torino, incaricata di approvare il cambio di nome sui documenti anagrafici, ha rifiutato la richiesta dicendo che si sarebbe dovuta adeguare alla mera femminilizzazione, bollando la scelta di Alexandra come “un voluttuario desiderio di mutamento del nome”.

La Corte di Cassazione ha invece dato l’ok al nome scelto, dichiarando che potersi affrancare dal nome che si aveva in origine, in un caso di cambiamento di sesso, è anche un modo affinché sia “assicurato anche un diritto all’oblio, inteso quale diritto ad una netta cesura con la precedente identità”. La mera femminilizzazione, se imposta, consisterebbe dunque nella forzata accettazione di quella che era l’identità con un sesso che ci era estraneo e nel quale non ci si riconosceva, provocando di fatto un inciampo in un percorso già molto complesso e difficile quale il cambiamento di genere.

Cosa dice la legge

L’iter di cambiamento di sesso è lungo e complesso, oltre che ricco di implicazioni dal punto di vista psicologico e fisico. Il cambiamento di genere prevede l’autorizzazione del Tribunale che certifica e dà l’imprimatur alle motivazioni dell’individuo che vuole cominciare il processo di cambiamento (onde evitare che si tratti di un narcotrafficante che vuole mascherare la sua identità e sfuggire alle autorità, per esempio). Il giudice dovrà approvare l’iter medico-chirurgico e, successivamente, darà il via a quello burocratico.

Il procedimento sarà notificato, tramite atto di citazione, ad eventuali figli o coniuge della persona che cambierà genere.