raffaele cutolo

Il boss della malavita Raffaele Cutolo è in ospedale: nei giorni scorsi è stato trasferito dal carcere di Parma alla struttura ospedaliera della città con urgenza, a causa di difficoltà respiratorie.

Il difensore legale dell’uomo, che è in carcere dal 1972 (con pochi momenti di libertà dovuti a fughe e latitanze) ha chiesto che Cutolo possa avere un incontro con la moglie, come dallo stesso richiesto.

Raffaele Cutolo è stato uno degli uomini della malavita che, negli anni ‘0 e ’80, terrorizzò il mezzogiorno lasciando dietro di lui una scia di sangue inimmaginabile.

Il boss della Criminalità Organizzata

Divenuto assassino a soli 22 anni (uccise un ragazzo che aveva fatto alcuni commenti pesanti sua sorella), divenne in carcere il fondatore della Nuova Criminalità Organizzata, divenendo il mentore e il boss di moltissimi detenuti. Complice una fuga da un Istituto psichiatrico nel 1978, durante la latitanza è divenuto uno degli uomini più influenti della malavita camorrista, stringendo alleanze con Cosa Nostra e ‘Ndrangheta.

Nel 1980 venne attribuita a lui questa frase: “Dicono che ho organizzato la nuova Camorra. Se fare del bene, aiutare i deboli, far rispettare i più elementari valori e diritti umani che vengono quotidianamente calpestati dai potenti e ricchi e se riscattare la dignità di un popolo e desiderare interamente un senso vero di giustizia, rischiando la propria vita per tutto questo, per la società vuol dire camorra, allora ben mi sta quest’ennesima etichetta“.

La reazione dei familiari delle vittime

Oggi Raffaele Cutolo è un uomo che vive da anni al regime 41 bis, e da 39 anni è in isolamento. Alla notizia della sua richiesta di poter incontrare la moglie e la figlia Denise (che ha 12 anni), le associazioni dei familiari delle vittime si sono opposte fermamente alla possibilità che al boss venga concesso un contatto con la famiglia.