persona davanti all'ospedale

Da alcuni giorni è scattata la quarantena per i comuni che rientrano nelle zone del primo focolaio italiano di Covid-19, più noto come Coronavirus. Il procedimento colpisce numerosi comuni tra Lodi e Padova, toccando dunque Lombardia e Veneto.

Ma quali sono le misure alle quali attenersi quando si vive sotto quarantena?

Quarantena volontaria: cosa significa?

Bisogna partire dall’ordinanza del Ministero della Salute datata 21 febbraio, che all’articolo 1 recita: “È fatto obbligo alle Autorità sanitarie territorialmente competenti di applicare la misura della quarantena con sorveglianza attiva, per giorni 14, agli individui che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva COVID-19”.

Si parla però, all’art. 3, di “permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva”, ovvero una quarantena volontaria durante la quale si mantiene un contatto diretto con i medici. Discorso diverso per i comuni interessati dai primi provvedimenti, quelli che si trovano all’interno della zona rossa, epicentro del focolaio.

Comuni in quarantena: cosa significa?

I comuni di Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Terranova, Somaglia, San Fiorano, Bertonico, Maleo, Castelgerundo, e Fombio per la Lombardia, e il solo Vo’ per il Veneto, sono i comuni ad oggi chiusi dalla quarantena.

Queste zone sono costantemente presidiate da forze dell’ordine, cordoni sanitari e in qualche caso dall’esercito. Gli spostamenti sono limitati al minimo indispensabile, e basta fare una velocissima gita fuori porta con Google Maps in uno di questi comuni per rendersi conto della situazione.

Le strade chiuse del comune di Codogno viste con Google Maps
I blocchi stradali del comune di Codogno visti con Google Maps

I mezzi pubblici hanno interrotto i servizi, scuole, uffici pubblici, musei e molte attività commerciali sono chiuse. Gli accessi ai comuni sono sotto controllo, e normalmente possono passare solo forze dell’ordine, mezzi di approvvigionamento ed equipe mediche.

Ai cittadini è stato chiesto di limitare il più possibile gli spostamenti dalle proprie abitazioni, di evitare i luoghi pubblici e, in generale, di attenersi alle direttive del Ministero e dell’OMS.

I rischi per chi non rispetta la quarantena

Le misure cautelative, che dovrebbero durare un paio di settimane, colpiscono un bacino di circa 50mila persone tra Lombardia e Veneto. Per questi cittadini sono stati creati dei percorsi protetti per raggiungere i punti di consegna dei beni di prima necessità (alimenti e medicine), ai quali è possibile arrivare solo indossando mascherina a guanti e senza il minimo contatto diretto tra le persone interessate.

Il mancato rispetto delle misure previste costituirà una violazione dell’Ordinanza” si può leggere sul sito del Ministero della Salute. Questo tipo di violazione rientra nell’articolo 650 del codice penale, che prevede per i trasgressori l’arresto fino a 3 mesi o un’ammenda fino a 206€.

Approfondisci

Tutti gli aggiornamenti sul Coronavirus

Coronavirus: bimba di 17 giorni guarita, è la più giovane al mondo

Coronavirus, Piero Angela: “Mi fido di quello che dicono gli esperti