Francesco e Federico Zampaglione dei Tiromancino

Si è concluso il processo con rito abbreviato per Francesco Zampaglione, ex dei Tiromancino e fratello del leader della band, lasciata nel 2015. L’estate scorsa aveva tentato di rapinare una banca, entrando a volto coperto e con un’arma finta. I giudici gli hanno dato una condanna più severa di quanto avrebbe chiesto la stessa Procura.

Arrestato per rapina l’ex Tiromancino

I fatti risalgono allo scorso 29 agosto, giorno in cui Francesco Zampaglione entrò in una banca nella zona Monteverde di Roma e tentò di rapinarla. Da quanto si era appreso, l’ex chitarrista dei Tiromancino aveva con sé una pistola giocattolo, priva del bollino rosso che la identificasse come finta.

Quindi minacciò i dipendenti per farsi consegnare il denaro, per poi avere anche una colluttazione con uno di questi.
Fuggito, venne arrestato poco dopo, senza neppure porre resistenza ai poliziotti richiamati dopo l’allarme lanciato dalla banca.

La giustificazione di Francesco Zampaglione

A seguito dell’arresto, Il Fatto Quotidiano riporta che Francesco Zampaglione si giustificò dicendo: “Era un atto dimostrativo, l’ho fatto per mostrare la disperazione di un comune cittadino nei confronti della politica economica di questo Paese“.


Un atto che tuttavia gli è immediatamente valso prima la detenzione al Regina Coeli, quindi gli arresti domiciliari.

Condannato a 2 anni e 10 mesi

Di questi giorni invece la notizia che il fratello 49enne di Federico Zampaglione dei Tiromancino ha ricevuto la sentenza di condanna, dopo il processo per rito abbreviato. Numerose fonti riportano che la richiesta della Procura era per 2 anni e 2 mesi, ma i giudici lo hanno condannato a 2 anni e 10 mesi di carcere per tentata rapina e lesioni. Quest’ultimo capo d’accusa è dovuto ad un morso dato al cassiere che aveva provato a fermarlo.

Per l’avvocato di Zampaglione, riporta La Stampa, si tratta di “una condanna simbolica per il  fatto che ci trovavamo di fronte a un personaggio pubblico“.