giorgio cantarini

Mettendo a confronto due foto di Giorgio Cantarini, una di qualche anno fa e l’altra di adesso, si nota immediatamente la stessa identica purezza nello sguardo. Molti lo ricordano come Giosué, il bambino protagonista insieme a Roberto Benigni in La vita è bella. Quel bambino ora è cresciuto, ma non ha mai smesso di fare l’attore.

Cantarini: “Con Roberto ci sentiamo ancora”

Giorgio ora ha 27 anni ed una brillante carriera che via via si sta delineando. Non vive in Italia: da qualche mese si è trasferito a New York per perfezionare quel mestiere cominciato insieme a Benigni.

Con lui, infatti, Cantarini ha imparato a muoversi nel mondo del cinema e capirne i retroscena. Sul set, Cantarini riceveva il sostegno della troupe e il regista lo aiutava nei momenti bui: “Roberto veniva da me e mi chiedeva se c’era qualcuno della troupe che non mi piacesse, facendo poi finta di mandarlo via”, dice a Leggo. Un rapporto, quello con Roberto e Nicoletta, che dura ancora. Giorgio li contatta spesso per comunicargli belle notizie o semplicemente chiedere pareri su nuovi lavori in corso.

Un legame che va ben oltre il set.

Giorgio, da La vita è bella al Gladiatore

Nell’intervista, Giorgio afferma di non aver pensato immediatamente di voler fare l’attore. Non era, insomma, il suo sogno nel cassetto. I provini per La vita è bella li aveva fatti quasi per gioco, su consiglio dei suoi zii che avevano letto l’annuncio su un giornale. Anche se la produzione spingeva per altri bambini, Nicoletta l’aveva scelto tra tutti: sembrava perfetto! Quella con Benigni non è stata l’unica apparizione cinematografica. Giorgio ha interpretato anche il figlio di Russell Crowe ne Il Gladiatore di Ridley Scott.

Questa, forse, la scintilla: “Alla fine del liceo scattò qualcosa: capii che mi piaceva stare sul set e che quella era la mia vita”.

Cantarini:“Il mio sogno? Fare l’attore per il mondo”

Come mai l’America? “Qui per un giovane attore ci sono molte più vie”, ribadisce Giorgio. La vicinanza a Broadway e la presenza di numerosi teatri spinge un ragazzo a continuare a fare esattamente quello che fa. Come racconta, a New York esistono numerose piattaforme online, ben funzionanti, attraverso cui potersi candidare per dei provini.

Tutte queste possibilità, l’hanno portato a mettere in scena uno spettacolo tutto suo, Lions don’t hug. Tuttavia, le origini non si scordano mai, perché “il mio sogno è fare l’attore e girare il mondo, Italia compresa”.

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