leo gassmann mentre canta

Leo Gassmann, uscito con un trionfo dalla sua esperienza sanremese, è stato ospite nel salotto di Caterina Balivo. A Vieni da me ha raccontato della sua famiglia e del peso di un cognome così noto.

Un cognome importante

Il nonno, il padre e ora lui. Una famiglia di artisti e ora sotto i riflettori c’è l’ultimo Gassmann, il più giovane. Alla conduttrice ha raccontato: “I miei genitori sono stati molto intelligenti e non mi hanno mai fatto sentire il peso del mio cognome“. Una cosa importante, che gli ha permesso di crescere sereno ed arrivare preparato a questo momento fondamentale della sua vita: “Io sono cresciuto con tanto amore, e penso che quando passi una certa fascia di età e quei commenti negativi ancora non ti sono arrivati, poi sei più preparato a fronteggiarli perché hai gli strumenti per farlo.

I miei mi hanno sempre dato la possibilità di avere il tempo, che è il regalo più bello che si può fare a una persona: fino a 18 anni mi hanno impedito di provare a fare qualsiasi cosa che potesse farmi notare a livello nazionale“.

Una perdita toccante

Alla Balivo ha poi raccontato del suo insegnante di filosofia del liceo, una delle persone che più hanno segnato la sua crescita. “Poi dopo tre quattro mesi è morto in un incidente stradale. Andai al funerale e per la prima volta vidi una cerimonia funebre piena di giovani che venivano da tanti licei diversi. Un ragazzo della mia scuola, che era stato sempre in disparte e che nessuno aveva mai sentito parlare, lesse una lettera per lui e disse ‘vorrei ringraziare il prof.

Elio che è stato l’unico che ha creduto in me’. In quel momento ho capito come una persona può dare un senso alla vita di altre persone che non vengono considerate dalla maggioranza“, ha raccontato con grande delicatezza.

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