Dal ministro della Salute agli scienziati, parere unanime “Per combattere il coronavirus non uscite di casa. Serve l’aiuto di tutti” (Immagine di repertorio)

Virologi ed esperti concordano: non uscire di casa se non in casi di necessità. “Ormai il virus circola in Italia, è bene prepararci tutti” afferma perentorio Walter Ricciardi, professore di Igiene, consigliere del ministero della Salute, in un’intervista al Corriere della Sera. Le strategie del governo servono a contenere la progressione del Coronavirus. Il ministro della Salute Roberto Speranza scrive su Facebook: Questo sforzo non sarà sufficiente senza l’impegno di ogni singolo cittadino a rispettare le raccomandazioni che abbiamo diffuso. È questa la cosa più importante per vincere la sfida”.

L’appello degli specialisti e della politica è dunque unanime: limitare al minimo gli spostamenti e gli assembramenti di persone è la prima mossa per contrastare il contagio. Senza ansia, senza allarmismo, ma con responsabilità e unione.

“Manca la percezione del pericolo reale”

Come afferma l’anestesista pugliese che ha conquistato il web con un video appello agli italiani, bisogna aiutare il personale medico evitando i posti affollati. La propagazione del virus si tradurrebbe in un collasso delle strutture sanitarie. Il prof. Ricciardi spiega: “Bisogna allertare la popolazione del Centro Sud: non frequentare luoghi ad alta concentrazione sociale.

È l’unica arma che possiamo utilizzare per evitare che tante persone si ammalino tutte insieme e gravino sul Servizio sanitario nazionale”. Le parole del consigliere sono chiare e decise: Il problema è che manca la percezione del pericolo reale. Come se la cosa non ci riguardasse davvero. Ha una velocità di propagazione incredibile. Procede così rapidamente perché è nuovo e di fronte a sé trova delle praterie, non ha barriere in quanto incontra una popolazione completamente suscettibile, senza difese, esposta al contagio perché il sistema immunitario non ha mai dovuto contrastare una simile infezione prima”.

Gismondo: “Contenimento unica arma contro il coronavirus”

Analogo l’approccio della Direttrice di Microbiologia clinica dell’ospedale Sacco di Milano, Maria Rita Gismondo. “L’unica arma che abbiamo contro il coronavirus è il contenimento”, ha dichiarato Gismondo all’Agi. Sull’andamento del contagio, ha aggiunto, “non ha senso valutare i numeri di pochi giorni. Serve tempo, se un giorno abbiamo un decremento non significa che l’epidemia stia finendo, così come se abbiamo un incremento non significa che stia peggiorando. Appena saranno passati 14-18 giorni cominceremo a trarre delle conclusioni”.

In conclusione, la dottoressa Gismondo aggiunge: Dal punto di vista di dell’organizzazione sanitaria stiamo vivendo un momento molto impegnativo. Siamo convinti che questo virus circoli da novembre dicembre dello scorso anno e visto che non si cercava, alcuni casi sono stati valutati come influenza stagionale”

Burioni attacca: “Follia pura”

Durissimi gli attacchi dello scienziato Roberto Burioni, che su Twitter se la prende sia con il governo che con l’irresponsabilità degli italiani. “Follia pura. Si lascia filtrare la bozza di un decreto severissimo che manda nel panico la gente che prova a scappare dalla ipotetica zona rossa, portando con sé il contagio.

Alla fine, l’unico effetto è quello di aiutare il virus a diffondersi. Non ho parole”, twitta Burioni, commentando la fuga di massa da Milano di ieri sera. Poche ore prima, sul caso della coppia di anziani che dalla zona rossa è andata in vacanza in Trentino, Burioni scriveva: “Non sono stato mai disfattista ma è difficile non diventarlo. Sono troppi nel nostro paese i cialtroni ignoranti, arroganti ed egoisti. La questione dei vaccini l’aveva suggerito, il coronavirus lo conferma drammaticamente”.