Domenico Arcuri, mezzo busto, con espressione seria e le braccia incrociate

Tra le novità emerse dall’annuncio di Giuseppe Conte di ieri sera, non ci sono solo nuove restrizioni e la chiusura quasi totale delle attività su suolo italiano. Da ieri sera infatti è stato nominato un nuovo commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri. C’è molta curiosità su chi sia e quali compitigli siano stati assegnati durante l’emergenza del Coronavirus.

Da 13 anni Amministratore delegato di Invitalia

Il profilo e il curriculum di Domenico Arcuri è tra i più ricercati e condivisi, in queste ore. Giuseppe Conte lo ha nominato commissario per l’emergenza Coronavirus, un ruolo con “ampi poteri di deroga” e che quindi richiede una figura che sia esperta nel settore.

Dopo essersi laureato in economia nel 1986, il 57enne Domenico Arcuri ha lavorato per l’Iri (Istituto per la Ricostruzione Industriale) e nel 2004 anche per la Deloitte Consulting, che si occupa di consulenza alle grandi aziende. Dal 2007 Domenico Arcuri è amministratore delegato di Invitalia, l’agenzia nazionale che si occupa di investimenti e sviluppi d’impresa. La stessa fa capo al ministero dell’Economia.

I compiti del commissario per l’emergenza

Le esperienze passate di Domenico Arcuri lo fanno emergere come una figura chiave nella gestione e nel rilancio delle imprese italiane.

Un ruolo chiave soprattutto in questi giorni di emergenza, tra attività chiuse e altre che devono adattarsi ai nuovi decreti.
Come spiegato da Giuseppe Conte ieri sera, Domenico Arcuri ora “lavorerà per rafforzare la produzione e la distribuzione di attrezzature per terapie intensive e sub-intensive“. A stretto contatto con l’emergenza sanitaria degli ospedali italiani, quindi, quotidianamente sull’orlo del collasso dovuto all’alto numero di contagi e ricoveri necessari.

Cosa farà nell’emergenza Coronavirus

Oltre questo, Conte ha annunciato anche che Domenico Arcuri avrà il potere di “creare nuovi stabilimenti per la produzione di nuove attrezzature e sopperire alle carenze sin qui riscontrare“.

La logica è molto simile a quella dell’economia di guerra, quando alcuni settori e aziende possono essere riconvertiti per altro scopo.
La priorità quindi è garantire che la Sanità non collassi, che arrivino continuamente nuovi rifornimenti e le necessarie attrezzature ai vari reparti. Una figura chiave e di responsabilità, che il profilo di Domenico Arcuri sembra poter ricoprire.

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