medici in mascherina in ospedale

Non sono ottimiste le parole di Walter Ricciardi, membro esecutivo dell’Oms, che parla di tempi lunghi prima di poter finalmente dire di poter essere fuori pericolo a livello sociale. Addirittura, Ricciardi parla di “guerra lunga fino all’estate”.

Il paragone è quello con la Sars, un’infezione da coronavirus simile al Covid-19 ma meno aggressiva. Ricciardi ne ha parlato ad Agorà: “La Sars, che era meno contagiosa finì verso maggio-giugno: ho l’impressione che, se ci va bene e lavoriamo tutti insieme, dovremo arrivare all’estate”.

Come detto durante l’ultima conferenza stampa dal Presidente del Consiglio Conte, sarebbe ingenuo pensare di vedere un immediato risultato dopo il contenimento: “Questa settimana continueranno ad aumentare – forse a causa dell’esodo delle persone dalla Lombardia alle altre Regioni -, speriamo che la prossima settimana si stabilizzino”.

Il clima ci aiuterà?

Ricciardi non è il solo a vedere nell’estate una sorta di traguardo ipotetico immaginario.

Per parte dell’opinione pubblica, l’ultimo barlume di speranza nei confronti dell’emergenza coronavirus potrebbe essere data dall’arrivo del caldo. Alcuni esperti si basano infatti sull’idea che il covid-19 funzioni come i virus influenzali che conosciamo e che quindi possa non resistere in ambienti con temperature troppo alte.

C’è chi però non la pensa così.

L’idea che la bella stagione rappresenti una speranza relativamente vicina per limitare drasticamente il contagio con la malattia nasce dalle esperienze che la ricerca ha nello studio dei virus influenzali. Pare infatti che con il caldo il raffreddore stesso, e l’influenza, non riescano a proliferare. Questo è però anche dovuto al fatto che le persone d’estate sono più inclini ad uscire di casa e stare all’aperto, e dunque passino meno tempo in spazi chiusi con scarsa circolazione d’aria.