Spettacolo

Patrizia Pellegrino racconta la tragica esperienza della morte del figlio

Patrzia Pellegrino ha perso un figlio, un'esperienza che l'ha segnata profondamente. La showgirl ha rischiato di non potere più avere bambini, ma per fortuna dopo sono arrivati Tommaso e Arianna
Patrizia Pellegrino a Vieni da Me

Patrizia Pellegrino ha raccontato la tragica perdita di suo figlio durante un’intervista a Vieni da me, ora sospeso per l’emergenza coronavirus. “Assistere alla morte di un figlio è l’esperienza più agghiacciante che esiste al mondo. Non c’è niente di più brutto“, ha raccontato la showgirl.

Riccardo, il bimbo che non è riuscita a salutare

È colpa di un ginecologo, mentre stavo partorendo mi ha lasciato 48 ore con le doglie”: così Patrizia Pellegrino ha dichiarato a Caterina Balivo. “Il bambino non c’è l’ha fatta, colpa dello stress di essere stato abbandonato a tutte quelle ore di sofferenza dentro e fuori di me.

Ci ha lasciato dopo 6 giorni che era nato”.

L’attrice e conduttrice ha aggiunto di non ricordarsi il momento del parto, in quanto era stata messa sotto anestesia. Non ho potuto neanche salutarlo. Questa è stata la cosa più brutta. Però è tutti i giorni con me, non manca mai, nella mia vita, un pensiero a Riccardo. È il mio angelo custode, ne sono certa. Lui non manca all’appello, tra i miei figli c’è: Riccardo, Gregory, Tommaso e Arianna”.

Dopo Riccardo nessuna speranza di avere altri figli

Pellegrino confessa di aver sofferto di depressione: “Non uscivo più di casa. Poi mi hanno detto che non potevo più avere figli: ero disperata, ma ho pensato subito di diventare madre adottiva”.

Così 26 anni fa Patrizia Pellegrino e Pietro Antisari Vittori, attualmente il suo ex marito, hanno adottato Gregory a San Pietroburgo.

Arianna un’altra dura prova

Patrizia dopo aver fatto un intervento che le ha permesso di rimanere incinta è riuscita ad avere Tommaso, e dopo ancora Arianna.

“Quando ero incinta di 6 mesi di Arianna mi avevano detto che lei non ce l’avrebbe fatta. Un’altra doccia fredda, un’altra parentesi paurosa“, racconta.

Lei però non si è arresa: “Sentivo che lei si muoveva nella mia pancia.

A Bologna hanno fatto un miracolo: mi hanno fatto partorire prima, era veramente microscopica, ma ho sentito che ce l’avrebbe fatta. Oggi è bella e intelligente. Non è autonoma, ma è molto forte e curiosa, nella vita ce la può fare. Ha due fratelli che la amano: sono tutti pronti per lei”.

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