Facebook ha rimosso un video dove Vittorio Sgarbi parlava del Coronavirus perché “viola gli standard della community”. Nel video insulti al Governo e agli scienziati, che rispondono con una denuncia

Facebook ha rimosso il video in cui Vittorio Sgarbi parla del Coronavirus, incitando gli italiani ad uscire di casa e criticando le misure di sicurezza dettate dal governo. Gravi anche gli insulti all’indirizzo degli scienziati. Dopo aver ricevuto numerose segnalazioni, il social network ha proceduto con la rimozione del contenuto perché “viola gli standard della community”. Lo ha reso noto la famosa pagina Facebook “Odiare ti costa”, fra le prime a segnalare il video incriminato. Alla fine, ha ottenuto il suo obiettivo. Qui il testo completo del video incriminato.

Odiare ti costa ottiene la rimozione del video

“Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto migliaia di mail e messaggi in cui ci veniva chiesto di segnalare a Facebook il video di Vittorio Sgarbi, pieno di fake news sul coronavirus e di linguaggio d’odio.

L’abbiamo fatto, e siamo davvero felici di dirvi che il contenuto è stato rimosso. Insieme possiamo davvero migliorare il web e fare in modo di diffondere notizie verificate e un linguaggio responsabile”. Con questo messaggio la pagina Odiare Ti Costa ha dato l’annuncio ai suoi oltre 130mila followers. Nel video incriminato, Sgarbi insultava violentemente sia gli scienziati che gli esponenti del Governo, mandando tutti a quel paese.

Gli scienziati denunciano Sgarbi

I guai per Vittorio Sgarbi non si fermano qui. L’associazione Patto Trasversale per la Scienza (Pts), fondata da Roberto Burioni e Guido Silvestri, ha infatti presentato un esposto penale contro lo storico dell’arte “per le gravi affermazioni fatte nel video del 9 marzo scorso pubblicato sul profilo Facebook (ora cancellato) e sul canale YouTube sulla diffusione del virus e sulla malattia Covid-19. Nel video Sgarbi ha manifestato dubbi sulla pericolosità del virus e sulle modalità di diffusione del contagio, diffuso notizie false rispetto alla prevenzione e ridicolizzato le misure di contenimento adottate dal Governo“.

La Pts ha chiesto all’ all’Autorità Giudiziaria di accertare se sussistano nei video di Sgarbi i seguenti illeciti: Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico (Art. 656 c.p.), Istigazione a disobbedire alle leggi (art. 415 c.p.), Istigazione a delinquere (art.  414 c.p.).

Sgarbi shock: “Andate a Codogno!”

Pier Luigi Lopalco, Presidente dell’associazione, ha sottolineato che: “A prescindere dai risvolti giudiziari, chi in questo momento ha a disposizione una platea importante di pubblico in qualità di influencer ha anche doveri e obblighi morali di responsabilità nei confronti del Paese.

È da irresponsabili diffondere proclami che incitino ad abbassare la guardia verso un’infezione così pericolosa”. Nel suo video, Sgarbi aveva infatti utilizzato queste parole: “Chi c***o è Burioni? Questo è un virus del buco del c**o. Quei poveretti che prendono la polmonite sarebbero stati male comunque. Gli italiani non escono di casa, non vanno al cinema. Io giro ovunque. Le uniche zone che mi attraggono sono le zone rosse. Vorrei andare a Vo’, Codogno, Bergamo, Lodi.

Fra 15 giorni sarà finito tutto. Però intanto ci hanno spiegato che dobbiamo essere prudenti, fermi così come dei c******i chiusi in casa a letto. Alzatevi! Ribellatevi! Andate in giro! Andate a Codogno!”