stephen hawking

Non sarà un asteroide, non sarà un’invasione aliena e non sarà una guerra nucleare ciò che, con ogni probabilità, decreterà la fine della nostra specie. Questo è ciò che Stephen Hawking pensava ed aveva spiegato in un’intervista concessa al Daily Telegraph nel 2001, raccontando anche quale sarebbe stata più facilmente, per lui, la causa della nostra fine: un virus creato in laboratorio.

Asteroidi? No, virus

Molti anni prima che il coronavirus si palesasse nelle nostre vite devastando la nostra quotidianità e mettendo a serio repentaglio la nostra serenità economica e sanitaria, il fisico Stephen Hawking aveva già ipotizzato che i virus creati in laboratorio dall’uomo potessero rappresentare una grande minaccia per noi.

A Daily Telegraph, il fisico aveva infatti dichiarato: “Il pericolo è che, forse accidentalmente forse consapevolmente, creiamo un virus che ci distrugga (…) non penso che la razza umana possa sopravvivere nei prossimi 100 anni, a meno che non andiamo nello spazio”.

Un pianeta è un equilibrio estremamente delicato, facile da mettere a repentaglio: “Ci sono troppe circostanze che possono distruggere un singolo pianeta”.

Il problema del controllo dei laboratori

Ciò che maggiormente preoccupava Hawking era il fatto che qualcosa di facilmente creabile fosse al contempo facile da produrre senza che i controlli governativi lo potessero impedire: “Sul lungo termine, sono preoccupato per la biologia.

Le armi nucleari richiedono grandi strutture (per essere messe a punto, ndr) ma l’ingegneria genetica può essere fatta in un piccolo laboratorio. Non si può controllare ogni laboratorio nel mondo”.

In occasione di quell’intervista, comunque, Hawking aveva spiegato come la sua visione non fosse, comunque, così tetra: Ma io sono un ottimista. Raggiungeremo le stelle”.

Hawking, il fisico che ha cambiato il novecento

Gli studi di Hawking si sono concentrati sullo studio dei buchi neri e la loro natura, sul concetto di multiverso e sulla radiazione cosmica.

Negli anni, grazie alle sue scoperte, è diventato una vera e propria icona della scienza moderna, nonché una figura estremamente ammirata. 

Da molto giovane, a 21 anni cominciò a sviluppare i sintomi di quella che con ogni probabilità era una sclerosi laterale amiotrofica: all’epoca la prognosi fu di soli due anni di vita. Hawking ha sbaragliato qualsiasi previsione, arrivano a vivere per decenni e morendo a 76 anni.

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