Coronavirus: la scuola non sarà più la stessa

La sera del 21 marzo alle 23,30, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in diretta nazionale, ha annunciato le nuove restrizioni da adottare e le regole da seguire sintetizzate con l’ormai noto #iorestoacasa, in vigore fino al 3 Aprile.

Come reagisce il sistema scolastico italiano in una situazione di emergenza come questa? La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha recentemente dichiarato ai microfoni di Sky TG 24:”Non è possibile dare un’altra data per l’apertura delle scuole, tutto dipende dall’evoluzione di questi giorni, dallo scenario epidemiologico. Riapriremo le scuole solo quando avremo la certezza di assoluta sicurezza”.

Proprio per questo la scuola si è riorganizzata e ha avviato un progetto straordinario, quello della didattica a distanza, con una risposta tutto sommato positiva, malgrado le tante difficoltà e disparità tra il Nord e Sud del Paese.

Un esempio virtuoso di “scuola a distanza”

Ho intervistato una docente di Lettere, Daniela Lo Piccolo, che insegna presso la Scuola secondaria di primo grado nell’Istituto comprensivo Pacchiotti – Revel di Torino. Lei si è trovata, insieme a tutti i suoi colleghi, a gestire questo radicale cambiamento.

Le ho rivolto alcune domande sulle problematiche ma anche sulle sorprese e gli aspetti positivi che ha riscontrato fino ad ora.

Nella sua scuola, quali sono le modalità e gli strumenti a cui avete pensato di affidarvi?

La nostra scuola aveva già intrapreso da tempo la sperimentazione di forme di didattica a distanza, prima adoperate come potenziamento e supporto alla didattica tradizionale. La maggior parte di noi insegnanti infatti aveva già utilizzato una piattaforma didattica che consente di interagire con i ragazzi, creando una vera e propria classe virtuale. La piattaforma si chiama Edmodo e anche i genitori possono iscriversi e monitorare l’attività dei loro figli.

Poi abbiamo aggiunto lo strumento delle video lezioni in diretta, che consente di collegarsi con gli alunni seguendo l’orario scolastico settimanale. Questo avviene tramite una piattaforma on line, anche se gli orari delle lezioni saranno ridotti e più diluiti.

Grazie alla piattaforma didattica si possono mandare e ricevere materiali, come compiti e video, ma soprattutto si può comunicare ed interagire con i ragazzi, che è poi l’aspetto da non sottovalutare in questo momento.

Rimane poi naturalmente il registro elettronico, che continua ad essere uno strumento di comunicazione importante tra la scuola e le famiglie.

Ogni insegnante infine a seconda delle proprie inclinazioni ed interessi si dedica a corsi di aggiornamento on line per cercare di dare un’offerta di supporto alla didattica a distanza. Quindi tanti strumenti per cercare di rimanere in contatto con i ragazzi e non farli sentire smarriti e disorientati.

Difficoltà della scuola digitale

Quali sono le maggiori difficoltà che lei ha incontrato in questo approccio di didattica differente?

La prima difficoltà è stata quella di abituarsi a fare lezione in un modo diverso, perché non avere i ragazzi con cui interagire durante la lezione, è una mancanza incredibile, non potendo infatti cogliere le loro reazioni, è difficile capire se hanno compreso.

Stiamo ovviando con le video lezioni, anche se non possono avere lo stesso ritmo dell’orario scolastico.

La seconda difficoltà è stata quella di poter raggiungere tutti i ragazzi. Anche se la nostra scuola rappresenta una realtà molto positiva, ci sono ragazzi che non hanno sufficienti strumenti a disposizione in famiglia. A questo sta provvedendo il Ministero, mettendo a disposizione delle famiglie che ne faranno richiesta, device utili per la connessione.

Un’altra problematica è stata quella di raggiungere i ragazzi con difficoltà di apprendimento, che sono i più fragili e per questo motivo noi insegnanti ci siamo attivati inviando loro materiali creati ad hoc.

La risposta degli studenti

Crede che gli alunni abbiano risposto bene alla nuova didattica?

Per fortuna, i ragazzi essendo nativi digitali e tecnologici, hanno imparato subito ad utilizzare i nuovi sistemi, usano tablet e cellulari per motivi scolastici  e questa è una bella notizia, – dichiara sorridendo la Professoressa. Il rischio d’altro canto è che passino moltissimo tempo collegati a device e, proprio per questo, cerchiamo di non sovraccaricarli con collegamenti e video lezioni troppo invasive, seguendo ed applicando quelle che sono le direttive del Ministero.

Professoressa Lo Piccolo, lei è l’animatore digitale della sua scuola, ci spiega in che cosa consiste?

L’animatore digitale è una figura che è stata inserita già da diversi anni all’interno della scuola, precisamente sul finire del 2015 nell’ambito del Piano Nazionale Scuola digitale. É un insegnante ed è una figura di coordinamento che affianca il Dirigente e il Direttore dei Servizi Amministrativi, nella progettazione e realizzazione dei progetti di innovazione digitale. Si occupa di organizzare e pubblicare le informazioni del sito della Scuola.

Facendo in modo che la comunicazione sia chiara e tempestiva e che tutti possano districarsi in maniera agevole tra le tante informazioni presenti.

In una realtà come quella che stiamo vivendo in questo momento, quale è la prima sensazione che prova?

La sensazione più forte è l’assenza di contatto umano con i ragazzi e i colleghi, la mancanza della quotidianità . Vivere la scuola tutti i giorni è senza dubbio molto faticoso, ma in questo momento manca molto. Questa è la stessa sensazione che ci trasmettono anche i ragazzi, lo si capisce dalle loro parole, sono un po’ persi senza i riferimenti e le loro abitudini quotidiane.

La scuola con la didattica a distanza cambierà per sempre

Pensa che dopo questa esperienza ci potrà essere una scuola diversa nonostante le difficoltà?

Sicuramente la scuola non sarà più la stessa. Però ogni momento di crisi determina un’opportunità di crescita, la crisi ha anche sempre un aspetto positivo. Ad esempio, noi docenti nel giro di pochissime settimane abbiamo arricchito ulteriormente la nostra crescita professionale. É come frequentare un corso di aggiornamento intensivo e quotidiano. Per quanto riguarda i ragazzi invece, saper utilizzare una piattaforma di didattica a distanza è fondamentale perché questo è il loro futuro.

Si troveranno sicuramente nel loro percorso di studi superiori ed universitari a dover utilizzare questo tipo di strumenti.

Questa esperienza così straordinaria e totalizzante, farà scaturire riflessioni ed emergere nuovi scenari che fino ad ora non avevamo mai preso in considerazione. Di sicuro, il ritorno alla quotidianità, diventerà un valore e una conquista preziosa per tutti.