giuseppe conte

Il Governo ha rimesso mano alla lista delle attività ritenute essenziali durante l’emergenza Coronavirus. Modificato l’elenco dei settori produttivi che possono restare aperti, a integrazione del decreto del 22 marzo scorso con cui era stata disposta la chiusura di alcune tipologie di aziende.

Modificata la lista delle attività essenziali

Il decreto con le modifiche al Dpcm del 22 marzo scorso è stato pubblicato dal Ministero dello Sviluppo economico e contiene la nuova lista delle attività produttive, imprenditoriali e industriali per cui non c’è obbligo di chiusura.

Le imprese sottoposte allo stop attraverso le ultime disposizioni potranno completare l’attività necessaria alla sospensione, compresa la spedizione della merce in giacenza, entro il prossimo 28 marzo.

Le modifiche sono arrivate a seguito del tavolo di confronto tra il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, e le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil.

Le categorie limitate, inserite e cancellate dall’elenco

Il nuovo elenco di attività che possono restare aperte perché ritenute indispensabili è contenuto nell’allegato del decreto che integra il Dpcm del 22 marzo scorso. La riapertura delle produzioni sospese resta ancora fissata al 3 aprile.

Si prevedono, dunque, nuove chiusure (come la fabbricazione di macchinari per agricoltura e pneumatici), limitazioni (come per i call center) e categorie da tenere operative (come le consegne a domicilio).

Fabbricazione di carta, di prodotti chimici, di articoli in materie plastiche e call center hanno alcune limitazioni. Stop alla fabbricazione di corde, articoli in gomma, macchine per l’agricoltura e macchine per l’industria alimentare.

Possono continuare l’attività le aziende dedicate alla fabbricazione di confezioni in vetro per alimenti, di macchine automatiche per l’imballaggio, di batterie, pile e accumulatori elettrici, le agenzie di somministrazione.

Tra i settori aggiunti all’elenco delle attività essenziali, anche la fabbricazione di vetro cavo, di imballaggi leggeri in metallo, di macchine automatiche per la dosatura, di radiatori e contenitori in metallo per caldaie per il riscaldamento centrale, altri servizi di sostegno alle imprese.

Tra le categorie cancellate dopo la recente intesa con i sindacati (quindi quelle che chiudono), figurano:

  • fabbricazione di spago, corde, funi e reti
  • fabbricazione di articoli in gomma
  • fabbricazione di macchine per l’agricoltura e la silvicoltura
  • fabbricazione di macchine per l’industria alimentare, delle bevande e del tabacco
  • commercio all’ingrosso di altri mezzi e attrezzature da trasporto

L’attività dei call center è consentita limitatamente all’attività in entrata (inbound) – esclusa quindi quella in uscita (outbound) e dei servizi telefonici a carattere ricreativo – per rispondere “alle chiamate degli utenti tramite operatori, tramite distribuzione automatica delle chiamate, tramite integrazione computer telefono, sistemi interattivi di risposta a voce o sistemi simili in grado di ricevere ordini, fornire informazioni sui prodotti, trattare con i clienti per assistenza o reclami“.

Approfondisci

Tutto sul Coronavirus

Coronavirus: il decreto Cura Italia è in vigore