Medici nel corridoio di un ospedale

Nello scenario ancora fluido dell’emergenza Coronavirus in Italia, sale il bilancio dei medici morti durante l’epidemia che sta mettendo a dura prova il sistema sanitario nazionale. Lo rende noto la Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici), che ha diffuso l’elenco dei professionisti deceduti finora. Aumenta anche il numero degli operatori sanitari contagiati.

Covid-19: 41 medici morti durante l’emergenza

41 medici (di cui 18 di base) morti durante l’emergenza legata all’epidemia di Covid-19 che ha imposto uno stress straordinario al sistema sanitario nazionale e che si sta abbattendo con forza sull’Europa e sugli Stati Uniti.

Lo rivela la triste fotografia che emerge dall’aggiornamento diffuso dalla Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici), che ha inserito nel suo sito l’elenco dei professionisti deceduti dall’inizio dell’emergenza. Fra gli ultimi decessi registrati figurano quello di un odontoiatra di Lucca e di un direttore sanitario a Novara.

La situazione sta diventando sempre più drammatica“, ha dichiarato ad Adnkronos Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, che ha aggiunto come continuino ad arrivare segnalazioni sulla carenza e sull’assenza di adeguati dispositivi di protezione individuale per chi opera in prima linea.

L’appello di Anelli è a un immediato intervento delle istituzioni: “Non so quanto reggeremo“, ha concluso.

Aumenta il numero di operatori sanitari contagiati

Secondo i dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità), il 26 marzo scorso, sul numero di casi tra contagi e decessi, emerge un altro elemento: aumenta anche il numero degli operatori sanitari positivi al Coronavirus, che sarebbero saliti a 6.414.

La nostra proposta immediata – per consentire di far fronte all’epidemia e una ripresa almeno parziale dell’erogazione delle prestazioni essenziali almeno ai soggetti più vulnerabili garantendo un’adeguata protezione non solo agli utenti ma anche agli operatori sanitari – consiste nello sbloccare immediatamente e senza ritardi le forniture di dispositivi di protezione individuale ma anche di eseguire test di screening a risposta rapida in maniera sistematica per lo meno a tutti gli operatori sanitari operanti nel pubblico e nel privato – inclusi i medici di medicina generale e operatori di case di riposo o RSA, centri diurni – che mostrano sintomi di infezione da Covid-19 (anche lieve e in assenza di febbre) o che sono stati in contatto con casi sospetti o confermati.

Sono le richieste urgenti dei medici italiani, secondo quanto spiegato da Filippo Anelli in una lettera pubblicata sul British Medical Journal.

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